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New style

Scopri chi siamo e cosa facciamo

Fondata da Angelo Carrara nel 1981, Target Music è diventata negl’anni una fucina di grandi talenti. Franco Battiato, Alice, Giuni Russo, Eugenio Finardi, Luciano Ligabue e Bluvertigo sono solo alcuni degli artisti lanciati da Target. Oggi, nella nuova veste di TRGT Music, si propone come “factory” per nuovi talenti. Una nuova generazione di professionisti del settore, reinterpreta la visione dell’agenzia artistica, aggiornata alle esigenze del mercato odierno, ma con la stessa passione di sempre.

Management

Dopo aver scoperto e rappresentato alcuni tra più affermati cantanti italiani, con la stessa passione, prosegue una costante ricerca di talenti da accompagnare nel loro percorso verso il successo curandone nei dettagli i rapporti col mondo del music business. 

Label

Target Music è una etichetta discografica indipendente, aperta ad ogni genere musicale. Lo staff segue le produzioni in tutte le sue fasi, dalla pre-produzione, alla direzione artistica, arrivando alla registrazione, la diffusione e la promozione aiutando così gli artisti a guadagnarsi uno spazio adeguato nel panorama musicale italiano. 

Booking

L’esibizione live ha un ruolo fondamentale nel percorso musicale dell’artista. Target Music ne organizza e pianifica il calendario eventi curando ogni minimo dettaglio. 

Promotion

L’evoluzione tecnologica permette di essere ascoltati e visibili da un numero esponenziale di persone, ma senza una adeguata strategia si rischia di essere una goccia nell’oceano. Target Music sviluppa campagne promozionali ad hoc, studiate e sviluppate sul progetto artistico. 

 

Giusto Pio

Giusto Pio (Castelfranco Veneto, 11 gennaio 1926) è un un violinista e arrangiatore italiano di musica leggera. Completata una formazione musicale classica a Venezia, viene ingaggiato come violinista all’interno dell’orchestra di musica leggera della RAI di Milano, guidata a quel tempo da Cinico Angelini. È diventato noto al grande pubblico per aver collaborato con diversi cantanti italiani, tra i quali Franco Battiato, Alice, Giuni Russo e Milva. Spesso i loro album degli anni ottanta e novanta hanno tratto giovamento dal tocco estroso e sperimentale dell’artista, che ha lavorato, a seconda del caso, come arrangiatore, violinista o direttore d’orchestra. Il discorso vale soprattutto per Battiato, al quale Pio ha impartito lezioni di violino negli anni settanta. Buona parte degli album del musicista vedono come autore lo stesso Franco Battiato, soprattutto quelli che hanno riscosso un più largo consenso di vendite. Giusto Pio ha dimostrato anche doti e talento pittorico nelle mostre che allestisce in Italia. In occasione del suo 85esimo compleanno (11 gennaio 2011) la Fondazione Benzi Zecchini di Caerano San Marco (TV) ha organizzato per lui due settimane di eventi a ingresso libero: una mostra con alcune sue opere pittoriche e con le testimonianze della sua vita artistica e umana; un libro dal titolo “Dedicato a Giusto Pio”, curato dal designer Giampaolo Allocco ed edito da Zanetti Editore, con allegato un CD musicale nel quale è presente l’ultima opera di Giusto Pio, “Dolomiti Suite”, proposta come inno alle Dolomiti; infine concerti e festeggiamenti ai quali hanno partecipato molti amici dell’artista, tra i quali Franco Battiato e Alice.

Fonte: http://it.wikipedia.org/

 

 

Varie

Vittorio Cosma

Vittorio Cosma (Varese, 11 marzo 1965) è un pianista, compositore e produttore discografico italiano. Ha fatto parte della PFM dal 1984 al 1989 e collabora da sempre con Elio e le Storie Tese. Nella sua attività di produttore, musicista e compositore ha collezionato svariati dischi d’oro collaborando con artisti quali Fiorella Mannoia, Pino Daniele, Teresa De Sio, Fabrizio De André, Enrico Ruggeri, Ivano Fossati, Roberto Vecchioni,Elio e le Storie Tese, Mauro Pagani ed Eugenio Finardi. Di quest’ultimo ha prodotto ben otto dischi. Ha prodotto, suonato e composto anche per artisti quali Pacifico,Marlene Kuntz, Riccardo Sinigallia, Gianni Maroccolo, Sahinko Namtcylack. Ha lavorato sia come arrangiatore che come strumentista con grandi jazzisti internazionali, quali Airto Moreira, Miroslav Vitous, Hiram Bullock, Omar Hakim, Peter Erskine e Jorge Ben. Ha aperto i concerti di Miles Davis nel tour italiano 1987. Ha realizzato numerose colonne sonore per il cinema e per la televisione, tra cui quelle per il film Colpo di luna di Alberto Simone (1995), premiato al Festival Internazionale del Cinema di Berlino del 1995. Ha inoltre composto colonne sonore per Rai e Mediaset (I CesaroniUna storia qualunque ecc.) e musiche per sigle e sceneggiati radiofonici. È autore delle colonne sonore degli ultimi lavori di Nino Manfredi. Direttore artistico della Notte della Taranta con Noa e Stewart Copeland. Con Stewart Copeland ha un sodalizio consolidato ed ha fondato il gruppo Gizmo: progetto di jazz / world music composto da musicisti di fama internazionale. Fa parte della direzione artistica ed è tra i fondatori del Mantova Musica Festival. È Direttore Musicale nel Comitato Scientifico del Festival “Le Corde Dell’Anima”, a Cremona. Insegna al Conservatorio di Trento ed allo IED di Milano. Cosma ha inoltre diretto l’orchestra del Festival di Sanremo molte volte, vincendo nel 1993 col brano Mistero di Enrico Ruggeri e piazzandosi al secondo posto come produttore di Cristiano De André per l’album Dietro la porta, che ha ricevuto anche il premio della critica. Nell’edizione del 2012 ha vinto ancora un premio della critica con Samuele Bersani e il premio per il miglior duetto con l’ospite straniero dirigendo e realizzando gli arrangiamenti per i Marlene Kunz insieme a Patti Smith. Collabora con il DJ e produttore Howie B (U2, Björk ecc.). Spazia anche in progetti trasversali con i videoartisti Masbedo, e con gli scrittori Michel Houellebecq e Aldo Nove. Alcune di queste opere sono oggi esposte al MACRO di Roma, al Pilar Parra di Madrid, alla Biennale di Venezia, al Palazzo Pitti di Firenze. Proprio con Nove e i Masbedo ha ideato e realizzato il grande evento multimediale INDEEPANDANCE, con la direzione artistica di Caterina Caselli. È stato messo in scena all’Arena Civicaed all’Alcatraz a Milano, al MAXXI Museo Nazionale delle Arti ed al Palalottomatica di Roma. INDEEPANDANCE ha visto la partecipazione di ospiti quali: Marlene Kuntz con Gianni Maroccolo, Howie B, il violoncellista brasiliano Jaques Morelenbaum, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, i Subsonica, Richard Dorfmeister, i mùm, il trombettista norvegese Nils Petter Molvær, il direttore d’orchestra e contrabbassista islandeseBorgar Magnason, gli Avion Travel, Pierfrancesco Favino e molti altri. Le immagini e le musiche provengono da varie parti d’Europa: dagli studi della Real World di Peter Gabriel con David Rhodes e Richard Evans, da quelli di Björk eSigur Ròs in Islanda con Valgeir Sigurðsson dove sono state realizzate parte delle composizioni, da Londra dove ha dato il suo contributo Stewart Copeland dei Police, da Zagabria con l’Orchestra della Radio di Stato. E ancora da Elisa e dallo scrittore Michel Houellebecq. Tra gli altri progetti trasversali va citato Deproducers, Musica per Conferenze Scientifiche: un percorso di ricerca tra musica e scienza realizzato da Cosma assieme ai musicisti e produttori Gianni Maroccolo, Max Casacci (Subsonica), Riccardo Sinigallia a cui si aggiunge Fabio Peri, astrofisico e direttore del Planetario Hoepli di Milano. Ha creato le musiche per gli spot radiotelevisivi di varie aziende, tra cui Fiat, Coca Cola, Tim, Togo, Audi, Banca Mediolanum, Rex, Jagermeister, Cornetto Algida,Johnnie Walker, Suzuki, Motorola, Galbani, Seat, Saiwa, Volkswagen, Pavesi, Voiello, Ringo, Campari, Star, Wyler Vetta e altri. Lavora abitualmente nel suo studio di Milano, la Music Production, casa di produzione audio specializzata nella produzione di spot pubblicitari.

Fonte: http://it.wikipedia.org/

 

Tribà

Fondati da Vito Miccolis alla fine degli anni ottanta, i Tribà sono una band multietnica che sperimenta una fusione tra il sound nordafricano e quello cubano mixato a sonorità più moderne e con la quale hanno realizzato numerosi concerti. Nel 1996 i Tribà pubblicano il primo disco Distanze, con la supervisione di Josh Sanfelici, bassista dei Mau Mau. Alla fine degli anni novanta entra nel gruppo anche Bobo Boggio, cantante dei Fratelli di Soledad, che in quel periodo avevano interrotto la propria attività. Nel 2001 esce il secondo disco Ritmo Criminal. Questo è il momento in cui i Tribà otterranno una visibilità a livello nazionale grazie al brano Mama insegnami a ballar(scritta con Josh Sanfelici) che nell’estate di quell’anno diventa un vero e proprio tormentone. Il brano viene trasmesso dalle principali radio nazionali (ne venne anche realizzato un remix per i club), mentre il videoclip della canzone, in cui Vito Miccolis interpreta un pugile, ottenne un’alta rotazione su Mtv e Tmc2. Il disco è stato successivamente riproposto nel 2002 con una versione contenente due brani in più. Nell’estate del 2003 il gruppo pubblica il terzo disco Camminando, con la collaborazione ai testi di Stefano Sardo dei Mambassa.

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Timoria

I Timoria sono stati un gruppo musicale italiano alternative rocknato artisticamente a Brescia nel 1986 con il nome Precious Time, poi cambiato in quello attuale. All’inizio degli anni Ottanta a Brescia il principale momento di incontro per giovani band è il concorso “Deskomusic”, ed è proprio qui che dallo scioglimento dei vari gruppi prendono forma i futuri Timoria; inizialmente, infatti, il nome del gruppo non è quello originale ma Precious Time. La prima formazione del gruppo vede Omar Pedrini come chitarrista e leader della band,Francesco Renga come cantante, Diego Galeri alla batteria, Enrico Ghedi alle tastiere e Pietro Paolo Pettenadu al basso, che sarà poi subito sostituito da Davide Cavallaro. La vittoria nel “Deskomusic” del 1986 apre al gruppo le porte della sala di registrazione: il loro primo singolo sarà intitolato “Signor no“, un brano dal contenuto fortemente antimilitarista dedicato ad Amnesty International. Per i Precious Time, così come in seguito per i Timoria, i testi sono fondamentali nell’economia di una canzone. La particolarità di proporre materiale rock scritto e interpretato in italiano porta una certa fama alla band e il loro nome inizia a girare fra gli addetti ai lavori, ma il successo è ancora lontano. Nel 1987 si matura la scelta di cambiare il nome in Timoria, termine derivato dal greco (τιμωρια), che può significare punizione ma anche vendetta. È proprio il desiderio di rivalsa, soprattutto nei confronti di chi li ha sempre giudicati dei perditempo, a spingerli alla scelta del nome definitivo. Sempre nell’87 partecipano a un altro concorso, stavolta più prestigioso, il “Rock Targato Italia” dove in palio c’è un provino con la Polygram: i Timoria conquistano il primo posto. È un anno ricco di soddisfazioni per il gruppo, che inizia a esibirsi dal vivo con grande frequenza, finendo per totalizzare circa 30 mila presenze ai propri concerti estivi. Nell’ottobre del 1988 presentano il mini-LP Macchine e dollari. La Polygram attende riscontri di critica da questo disco per capire se sfruttare o no l’opzione per la realizzazione di un vero e proprio album. La formazione del gruppo non è ancora quella definitiva: mancano Enrico Ghedi, impegnato ‘a singhiozzo’ per motivi di servizio militare, e Carlo Alberto “Illorca” Pellegrini, che arriverà nel gruppo l’anno dopo al posto di Davide Cavallaro. La formazione definitiva debutta il 13 giugno a Firenze, in un concerto di solidarietà dedicato agli studenti di piazza Tienanmen. Dopo la pubblicazione di alcuni singoli e mini-LP arriva finalmente nell’aprile del 1990 il primo album dei Timoria, s’intitola Colori che esplodono e vede alla produzione Gianni Maroccolo, famoso per esser stato bassista dei Litfiba. Il titolo dell’album è un chiaro omaggio di Omar Pedrini ai grandi artisti del passato, come Van Gogh, che avevano sottolineato lo stretto legame tra le varie espressioni artistiche. Dall’album viene estratto il singolo “Milano (non è l’America)“, di cui viene realizzato il primo videoclip dei Timoria, corredato da immagini inedite di Wim Wenders, ottenendo una buona rotazione sul canale tv Videomusic. Il gruppo riparte per un tour che tocca 35 città italiane e li porta ad esibirsi a Parigi il 21 giugno per l’annuale festa della musica. Il tour va avanti fino alla fine del ’90. Nei ritagli di tempo, Omar abbozza i brani da inserire nel nuovo disco, progettato per la primavera del 1991. Il 1991 inizia con un’insolita quanto coraggiosa partecipazione dei Timoria al Festival di Sanremo, voluta dal loro manager nell’intento di far ascoltare all’Italia almeno una canzone del gruppo. I Timoria si presentano con il brano “L’uomo che ride” nella categoria “nuove proposte”. L’apparizione al Festival è davvero veloce, visto che vengono eliminati dalle giurie già nel corso della prima serata. Nonostante ciò, i Timoria smuovono qualcosa tra gli addetti ai lavori, tanto che i giornalisti decidono su due piedi di istituire un premio della critica riservato alle nuove proposte, e lo assegnano subito al gruppo. Il premio della critica per le nuove proposte è tuttora previsto al Festival e riservato a quel brano che più di altri avrà messo in luce testi, musiche o contenuti originali e innovativi. “L’uomo che ride” viene poi inserita nel secondo album del gruppo, Ritmo e dolore, che esce nel marzo dello stesso anno e vede nuovamente Gianni Maroccolo alla produzione. Contrariamente a quanto il gruppo si attende, la critica non usa toni trionfalistici come per il precedente lavoro, ma è comunque interessata al disco. In questo periodo comincia a girare la voce di un probabile scioglimento del gruppo che però non avviene. All’inizio del 1992 i Timoria cambiano manager, e subentra Angelo Carrara, famoso in quel periodo per la sua collaborazione con Luciano Ligabue. Nel maggio dello stesso anno viene pubblicato Storie per vivere, un disco molto sentito dalla band, figlio del periodo di crisi, anche se i membri non sono particolarmente contenti del risultato finale, visto che Carrara preferisce mettere in risalto la voce del cantante Francesco Renga piuttosto che il suono degli strumenti. Il disco non decolla, e il gruppo sembra aver perso la voglia di suonare, così Carrara decide di far ripubblicare Storie per vivere con l’aggiunta di una canzone firmata dal suo pupillo Ligabue: “Male non farà“. Ligabue stesso, rimasto particolarmente colpito dalle abilità del quintetto di Brescia, decide di portarlo con lui come gruppo spalla nel suo Lambrusco, coltelli, rose & popcorn Tour. L’entusiasmo rientra nelle vene dei Timoria, che si danno una scadenza: il prossimo disco deve essere quello definitivo, il migliore, quello del salto di qualità, altrimenti si chiude bottega. Nel 1993, dopo aver lavorato incessantemente, esce Viaggio senza vento, una sorta di rinascita per il gruppo bresciano. Il lavoro viene da loro ritenuto il migliore, grazie alla sua importante forma di concept album (il disco tenta di seguire il viaggio metaforico di un ipotetico Joe) e alla presenza di ospiti famosi come Eugenio Finardi, Mauro Pagani e Candelo Cabezas. Le radio cominciano a passare i brani del nuovo CD e le vendite decollano, permettendo al gruppo di aggiudicarsi il primodisco d’oro della sua carriera, grazie a oltre 40.000 copie vendute in meno di un anno. Molto successo ottengono soprattutto i singoli “Senza vento“, un vero e proprio inno generazionale, e “Sangue impazzito“, forse il brano più rappresentativo della discografia del gruppo. Segue un tour lunghissimo di 90 date in dieci mesi, che permette ai Timoria di farsi ascoltare da quasi 200 mila persone. I fans diventano sempre più numerosi. Tra i concerti più importanti, sicuramente l’edizione di “Sonoria” del 1994, festival rock italiano dal cast eccellente, che li vede sul palco con Sepultura, Helmet, Aerosmith e Whitesnake. Alla fine dell’anno i Timoria tornano in studio, per lavorare al nuovo album. Nel marzo del 1995 esce 2020 SpeedBall, nuovo album con una copertina shock e un titolo che è un atto d’accusa contro la droga. L’album risulta molto più “heavy” rispetto ai precedenti dischi del gruppo, presentando diverse sonorità vicine al metal. Anche nei testi è presente una maggiore critica sociale, il ché ne fa sicuramente il lavoro più “duro” della discografia del gruppo. I Timoria riconfermano il successo del disco precedente, ottenendo il loro secondo disco d’oro per le vendite, e questo gli permette di esibirsi anche in Belgio, Svizzera, Germania e Francia, dove il tour è particolarmente lungo e pone le basi per futuri rapporti, tanto umani che musicali. Una delle date del tour, quella al Rolling Stone di Milano del 18 dicembre 1995, viene ripresa e registrata quasi integralmente, e finisce nella VHS intitolataTimoria 1985-1995 del 1996 (ripubblicata in DVD nel 2007). Il gruppo viene inoltre chiamato a partecipare al tributo ad Augusto Daolio, lo scomparso leader deiNomadi, per il quale incide la classica Io vagabondo insieme a Gianna Nannini. I Timoria vengono consacrati come una delle migliori rock band del panorama italiano. Nel luglio del 1996 Omar Pedrini pubblica Beatnik – Il ragazzo tatuato di Birkenhead, il suo primo album solista, mentre fervono già i preparativi per il nuovo album dei Timoria, impegnati di continuo a suonare tra Italia e Francia. Il disco, che vede la partecipazione di ospiti come Leon Mobley (Ben Harper), Dave Fuczinsky (John Zorn, Freak Power) e Luca “‘O Zulù” Persico dei 99 Posse, si preannuncia ancora più eterogeneo dei precedenti. Eta Beta esce nel febbraio del 1997 ed è il lavoro più sperimentale della carriera dei Timoria, con una grande contaminazione di diversi stili musicali: si passa dal jazz al rock, dal metal al gospel, con alcuni sprazzi di poesia. Presente anche un riferimento alla Francia, grazie alla presenza nell’album di un brano cantato in francese intitolato “Europanic” e di una cover di “Zobi La Mouche” dei Negresses Vertes. A causa di queste varie sperimentazioni, l’album non viene particolarmente capito in Italia, dove non riesce a bissare il successo dei due dischi precedenti, ma ottiene ottimi riscontri in Francia. Seguono un lungo tour, che parte ad aprile e finisce a novembre, e segna l’ingresso nella band del percussionista Filippo “Pippo” Ummarino. In agosto, durante una pausa del tour, i Timoria collaborano con Antonella Ruggiero alla realizzazione di due brani per il suo album Registrazioni moderneTi sento e C’è tutto un mondo intorno (in quest’ultima colpisce la notevole estensione vocale di Francesco Renga, che ben si sposa con la duttilità della voce della Ruggiero). Nel 1998 ritornano a girare voci su un possibile scioglimento della band, e la voce è parzialmente vera, visto che Francesco Renga decide di lasciare il gruppo. Prima di abbandonare però partecipa, insieme ai Timoria, alla pubblicazione dell’antologia Senzatempo (Dieci Anni) che celebra i 10 anni di carriera della band bresciana con una originale retrospettiva, nella quale trovano posto i classici del gruppo accanto a brani in versione live o alternate e a vere e proprie rarità. Renga compare per l’ultima volta come voce nei due inediti “Cuore mio“, per cui viene prodotto un videoclip raccogliente i migliori momenti della prima formazione dei Timoria, e “Terra senza eroi“. Ancora oggi non è chiarissimo il motivo dell’allontanamento di Renga; a quanto pare il cantante stesso si sentiva in qualche modo oscurato dalla figura di Pedrini, sempre più leader della band.Nello stesso anno, Pedrini è impegnato nell’organizzazione di quello che, nelle sue intenzioni, vuole essere un festival artistico all’insegna della contaminazione tra generi. Il risultato è il “Brescia Music Art”, una tre giorni di musica, pittura, scrittura, poesia, installazioni video e tanto altro che – tra il 5 e il 7 giugno – porta nel capoluogo lombardo 883, Jovanotti, CSI, Alberto Fortis, Marco Lodola, Mark Kostabi, Emidio Clementi, Enrico Ruggeri, Madaski, Daniele Silvestri e altri artisti, con esibizioni interdisciplinari e proprio per questo ancora più insolite e interessanti. È proprio in quell’occasione che i Timoria presentano al pubblico la nuova formazione comprendente Filippo Ummarino alle percussioni e il nuovo cantante, nonché anche chitarra ritmica, Sasha Torrisi. Si cementa il rapporto con Marco Lodola, nel cui laboratorio artistico – Lodolandia, uno spazio ricavato all’interno di una ex-fabbrica, a Pavia – il gruppo compone buona parte del nuovo album. Proprio a Lodolandia i Timoria fanno ascoltare, il 5 novembre, le prime anticipazioni del nuovo album. Ha definitivamente inizio il nuovo ciclo del gruppo, che Omar definisce «un’unione trasversale di artisti, un progetto di cosmesi e rivisitazione del bello che vuole operare sulla realtà provando a trasformarla».

Il 28 gennaio 1999 esce il nuovo album, intitolata semplicemente 1999, a testimonianza di un nuovo inizio per i Timoria. Marco Lodola realizza una scultura ad hoc per la copertina del disco, ovvero un cavallo di vetro colorato. Nel mese di marzo i Timoria iniziano un nuovo tour che culmina, dopo più di ottanta concerti, il 31 dicembre in Piazza della Loggia a Brescia con un concerto per il nuovo millennio.

Nel 2001, dopo un anno di pausa, viene pubblicato El Topo Grand Hotel, decimo lavoro del gruppo e loro secondo concept album (il disco riprende le peripezie di Joe iniziate in Viaggio senza vento). L’album vede la partecipazione degli Articolo 31, nella canzone “Mexico“. I Timoria tornano al grande successo, ottenendo il loro terzo e ultimo disco d’oro in carriera, e organizzando El Topo electrico tour che inizia a maggio e tocca durante l’estate i maggiori centri italiani. A fine anno, El Topo Grand Hotel si classifica terzo miglior album del 2001 nel referendum indetto dalla rivista specializzata Musica e dischi.

Nel 2002 i Timoria partecipano per la seconda volta, stavolta nella categoria Big, al Festival di Sanremo con il brano “Casa mia“; il pezzo viene criticato in quanto l’intro pare palesemente copiata dalla canzone The Show Must Go On dei Pink Floyd (da The Wall), e finisce per classificarsi in ultima posizione nelle preferenze generali del Festival. “Casa mia” viene poi inserita nel nuovo disco Un Aldo qualunque sul treno magico, in uscita il 5 aprile dello stesso anno. Oltre a presentarsi come nuovo album della band, il lavoro funge anche da colonna sonora al film Un Aldo qualunque, sempre in uscita in quel periodo, per la regia di Dario Migliardi e che vede come protagonista Fabio De Luigi. A coronamento del discorso perseguito dai Timoria che da sempre contaminano la propria musica con incursioni in altri campi artistici, Omar Pedrini recita nel fim il ruolo di uno scatenato prete rock (Don Luigi). Un Aldo qualunque sul treno magico è un disco dai forti colori Beat, con incursioni psichedeliche che richiamano il mondo musicale degli anni sessanta/settanta sporcato, però, dal sound rock che dall’inizio della carriera contraddistingue i Timoria.

Poco dopo il gruppo decide di prendersi una pausa e viene congelato, si dice, per un periodo di cinque anni. Vogliono regalare ai fan un doppio cd live nel 2003 dal titolo “Timoria Live – Generazione Senza Vento”, registrato all’Alcatraz e al Leoncavallo di Milano.

Alcuni componenti dello storico gruppo, precisamente Diego Galeri e Carlo Alberto ‘Illorca’ Pellegrini, formano insieme ad altri musicisti, Killa ex chitarrista degliAlligator e degli Zona, e Jack, cantante alla prima esperienza in una band sotto contratto, il gruppo Miura realizzando immediatamente un album dal titolo In testa.

Omar Pedrini, leader carismatico del gruppo, intraprende invece la carriera solista, già sperimentata nel 1996 con l’album Beatnik – Il ragazzo tatuato di Birkenhead, proseguita nel 2004 alla realizzazione di Vidomàr che include anche il singolo Lavoro inutile con il quale ha partecipato all’edizione 2004 del Festival di Sanremo, vincendo il premio assegnato dai giornalisti per il miglior testo, e giunta nel 2006 col disco “Pane burro e medicine” con la canzone Shock, brano che Omar ha scritto dopo la sua degenza in ospedale. Appassionato di musica e arte, è direttore del BresciaMusicArt dal 1997, mentre nel 2001 ha pubblicato per Stampa Alternativa il libro di poesie dal titolo Acqua d’amore ai fiori gialli.

Il 7 giugno 2009, per la prima volta dall’uscita di Francesco Renga dai Timoria, e dopo oltre 10 anni di incomprensioni, l’ex voce solista del gruppo e Omar Pedrini si sono ritrovati sullo stesso palco a Brescia, dove hanno cantato insieme il brano Sangue Impazzito. Il concerto è avvenuto all’interno della serata di beneficenza “smAIL – Brescia insieme per AIL”). Il 19 aprile 2011 nel corso di un concerto di Francesco Renga al Teatro Creberg di Bergamo, sale sul palco il ritrovato amico Omar Pedrini, ed insieme improvvisano “Sangue Impazzito”. Da una recente intervista sembra che entrambi vogliano collaborare almeno per la stesura di qualche pezzo.

 Fonte: http://it.wikipedia.org/

Ligabue

Luciano Ligabue, solitamente chiamato Ligabue o Liga (Correggio, 13 marzo 1960), è un cantautore, regista,chitarrista, scrittore e sceneggiatore italiano. Nipote di Marcello Ligabue, eroe della Resistenza, emiliano, dopo aver conseguito il diploma di ragioneria svolge i lavori più disparati, tra cui quello del bracciante agricolo e dell’operaio metalmeccanico, quindi ragioniere, conduttore radiofonico, commerciante, promoter, calciatore (nelle serie inferiori) e consigliere comunale del PDS (come indipendente); nel 1986 fonda insieme ad alcuni amici il gruppo musicale amatoriale Orazero, che prende il nome da un suo brano e con il quale dal1987 partecipa a diversi concorsi provinciali e nazionali con brani originali come Sogni di rock’n’rollAnime in plexiglassSarà un bel souvenirBar Mario e Figlio d’un cane. La prima traccia “ufficiale” di Ligabue risale al 1988, anno di incisione, insieme agli Orazero, di Anime in plexiglass/Bar Mario. Il singolo vede la luce in seguito alla vittoria in un concorso musicale provinciale, per gruppi con base nella provincia di Reggio Emilia dal nome “Terremoto Rock”. Il singolo, in vinile a 45 giri, pubblicato in poche copie è oggi introvabile. Uno dei primi singoli stampati porta il nome di Eroi di latta, che in fase di produzione del primo album, Ligabue, verrà trasformato inBalliamo sul mondo. Viene scoperto da Pierangelo Bertoli, che include il suo brano Sogni di rock’n’roll in un suo album, Tra me e me, nel 1988 e l’anno successivo Figlio d’un canenell’album Sedia elettrica e, sempre nel 1989, lo propone al suo produttore Angelo Carrara per incidere un disco, Ligabue, che uscirà nel maggio 1990 e che originariamente era intitolato “…e non è obbligatorio essere eroi”. Per realizzare il suo primo album Ligabue si avvale della collaborazione del suo nuovo gruppo, iClan Destino, che cureranno insieme a lui gli arrangiamenti dei brani e che saranno al suo fianco nei concerti e nei successivi lavori in studio di registrazione. Nello stesso anno il cantante partecipa al Festivalbar 1990 col pezzo Balliamo sul mondo, ricevendo il Disco verde, premio destinato al migliore cantante emergente dellakermesse. È del settembre 1991 l’uscita del secondo disco, Lambrusco coltelli rose & popcorn, che ripete il successo dell’album d’esordio, trainato da singoli come Libera nos a malo e Urlando contro il cielo. Il 1991 è anche l’anno del suo matrimonio con Donatella Messori. Nel luglio del 1992 si esibisce per la prima volta al Montreux Jazz Festival. Nello stesso anno comincia la sua collaborazione con il Club Tenco per il quale partecipa ad alcune pubblicazioni e incide il brano Variazioni su temi tzigani in omaggio al poeta e cantautore russo Vladimir Vysotskij. Allo stesso periodo risale anche la sua prima apparizione come produttore, più precisamente nella traccia “Male non farà” dell’album Storie per vivere degli emergenti Timoria; gli stessi Timoria seguiranno e apriranno Il terzo album, Sopravvissuti e sopravviventi, esce nel 1993 e viene registrato ancora assieme ai Clan Destino. Questo album vuole essere la firma all’ascesa definitiva dell’artista; lo si può comprendere dalla registrazione di qualità nettamente migliore e da una maggior cura per le canzoni dal punto di vista strumentale; il disco, però, non viene apprezzato come i precedenti, soprattutto dalle radio, le quali non trasmetteranno altro che il singolo Ho messo via. Viene considerato un lavoro più intimista e oscuro dei precedenti e le vendite ne risentono. Successivamente verrà molto rivalutato dai fan, ma sul momento causa all’autore un periodo critico, nel quale rompe col vecchio produttore e con la vecchia band. Nel 1994 pubblica A che ora è la fine del mondo?, il suo quarto album, che contiene 8 pezzi che Ligabue definisce “schegge sparse”. La traccia d’apertura è una cover di It’s the end of the world as we know it (and I feel fine) dei R.E.M., che diventa A che ora è la fine del mondo? con un testo che evoca il ruolo assunto dalla televisione nella vita delle persone prendendo spunto dalla vittoria elettorale dell’allora presidente della Fininvest, Silvio Berlusconi. Le altre canzoni sono vecchie B-sides, le due versioni di Gringo (’91 e ’94), L’han detto anche gli Stones, cantata con gli allora semisconosciuti Negrita, e la ballata Male non farà scritta da lui ma già incisa dai Timoria; vi è poi Fuoritempo, anche questa scritta da lui stesso ma già incisa dai Rats, e una versione live di Urlando contro il cielo. In questo album è presente inoltre Cerca nel cuore, scritta a 4 mani con l’allora tastierista dei Clan Destino Gianfranco Fornaciari. Sempre nel 1994, insieme a Valerio Soave, fonda l’etichetta Mescal, che diverrà poi tra le più attive nel panorama rock italiano, producendo i primi brani di La Crus,Massimo Volume, Modena City Ramblers e Stefano Belluzzi. La svolta nella carriera di Luciano Ligabue arriva nel 1995, con la pubblicazione di Buon compleanno Elvis, il disco che renderà popolare il cantante emiliano nel panorama musicale italiano. Quasi tutti i pezzi di questo album, che presenta delle sonorità molto vicine ad un rock’n’roll di stampo americano, diventeranno, infatti, classici del suo repertorio e sfonderanno tra il pubblico giovanile, a partire da Vivo, morto o X e Hai un momento, Dio?, passando per Leggero fino ad arrivare a Certe notti, brano votato dai lettori della rivista musicale Tutto come la “miglior canzone italiana degli anni novanta” vincitore inoltre della Targa Tenco come miglior canzone dell’anno. Il disco, considerato dai più come il vertice compositivo dell’artista, venderà oltre 1.200.000 copie, ricevendo il Disco di platino europeo IFPI e vincendo tre premi all’allora “Premio Italiano della musica PIM“. Nel 1996 si esibisce al Pavarotti & Friends con un’insolita versione di Certe notti, duettando con il “padrone di casa” LucianoPavarotti. Sempre del 1996 è la sua seconda partecipazione al Montreux Jazz Festival, questa volta con l’ex Rolling Stones Mick Taylorcome special guest, con cui esegue anche alcune cover. Il momento d’oro del cantante continua nel 1997 con la pubblicazione di Su e giù da un palco, doppio disco registrato dal vivo con l’aggiunta di tre inediti: Il giorno di dolore che uno haTra palco e realtà e Ultimo tango a Memphis, quest’ultima cover diSuspicious Minds di Elvis Presley. Il pregio di non essere stato ritoccato in studio viene in parte compensato negativamente dal fatto di essere un collage di pezzi registrati in vari concerti. Anche questo album sfonda il muro del milione di copie vendute, ed è il primo live italiano a raggiungere questo risultato. Il 1998 pubblica la colonna sonora del suo primo film da regista Radiofreccia contenente tra le altre Ho perso le paroleMetti in circolo il tuo amore e “Siamo in onda”. Il secondo CD dell’opera è una raccolta di brani stranieri inseriti nel film; sono presenti artisti come David Bowie, Iggy Pop, Lou Reed, Lynyrd Skynyrd che rappresentano il retroterra musicale e la fonte di ispirazione del cantante, insieme a cantautori come Bob Dylan e Neil Young. Nel 1999, insieme a Jovanotti e Piero Pelù, che ha appena lasciato i Litfiba, incide Il mio nome è mai più, brano pacifista dal quale viene prodotto un singolo il cui ricavato va in beneficenza: i tre si firmano LigaJovaPelù. Pubblico e critica si dividono tra chi plaude l’iniziativa e chi invece sottolinea la retorica e il presuntoantiamericanismo del pezzo e del video annesso, che comunque risulterà alla fine il più venduto dell’anno. Nello stesso anno esce il sesto disco Miss Mondo, a quattro anni di distanza da Buon compleanno Elvis. Questo lavoro presenta molti nuovi spunti, a partire dagli arrangiamenti (vengono, ad esempio, introdotti gli archi in due canzoni), fino ad arrivare ai testi, che abbandonano la struttura del “racconto” e mirano diritti alla disillusione personale dell’artista, che si interroga su ciò che gli succede intorno. Anche quest’album è un successo grazie all’autobiografica Una vita da mediano, a Si viene e si va ed a Almeno credo. Il video di quest’ultima canzone riprende un celebre mini-film di Bob Dylan Subterranean homesick blues, registrato con la collaborazione e l’apparizione di numerosi artisti italiani, tra i quali la scrittrice Fernanda Pivano. Sempre nel 1999 si esibisce a Dublino, davanti a una platea internazionale, agli MTV Europe Music Awards con L’odore del sesso tratta da Miss Mondo. Nel 2000 scrive una canzone a quattro mani con Francesco Guccini (che, tra l’altro, ha recitato in Radiofreccia). Il pezzo, intitolato Ho ancora la forza finisce nell’album Stagioni di Guccini e riceve la Targa Tenco come miglior canzone dell’anno. Tale brano, inizialmente apparso solo in versione acustica su un CD per il fan club, verrà poi ripreso dallo stesso Ligabue, che ne modificherà alcune strofe e lo inciderà come brano inedito, per la raccolta Secondo Tempo nel 2008. Sempre nel 2000 viene premiato con il Telegatto come miglior interprete dell’anno al concorso “Vota la voce” e riceve, inoltre, il “Premio Lunezia” per la canzone L’odore del sesso. Il primo album del nuovo millennio, Fuori come va?, del 2002, torna a proporre un Ligabue classico che ricalca molti degli stereotipi musicali percorsi negli anni precedenti. Anche questo album ottiene un ottimo riscontro quanto a vendite. Grazie ai singoli Tutti vogliono viaggiare in primaQuesta è la mia vita ed Eri bellissima, il “Liga” vince il Festivalbar 2002 e fa incetta di premi (miglior artista maschile, miglior album e miglior tour) all’edizione degli Italian music awards che organizzava la FIMI. Nel 2003 esce il secondo live, Giro d’Italia, registrato durante il tour teatrale che Ligabue ha tenuto con i suoi musicisti insieme a Mauro Pagani e al compianto D.Rad degli Almamegretta. Il disco presenta un’apprezzabile rivisitazione semi-acustica di buona parte del repertorio dell’artista, molto apprezzata oltre che dal pubblico, anche dalla critica che, in controtendenza rispetto al precedente disco, ha riempito di elogi quest’uscita discografica. All’album, infatti, è stato attribuito il “Premio Ciampi” come miglior album dell’anno. Di Giro d’Italia fu pubblicata anche una versione a tiratura limitata (50.000 copie più ulteriori 10.000 stampate dopo un anno) con un terzo CD bonus, che contiene, oltre a varie canzoni, dei reading e un monologo. Il 2 luglio del 2005, Ligabue accoglie l’invito di Bob Geldof a partecipare al Live8, dove si esibisce davanti alle migliaia di spettatori presenti al Circo Massimo di Roma. Il 10 settembre 2005, per celebrare i 15 anni di attività e tornare sul palco dopo un’assenza durata circa 2 anni e mezzo si esibisce all’aeroporto “Campovolo” di Reggio Emilia di fronte a circa 180.000 persone, record europeo per un concerto a pagamento di un singolo artista). Su quattro differenti palchi, si esibisce insieme alla Banda (il gruppo che suona con lui da Buon Compleanno Elvis), ai Clan Destino e con Mauro Pagani. Lo show dura quasi tre ore, tuttavia, a causa di problemi audio nei pressi di uno dei 4 palchi, un numero imprecisato (nell’ordine di alcune migliaia) di spettatori decide di lasciare anzitempo il concerto. Pochi giorni dopo l’artista invia una lettera di scuse ai fan attraverso il suo portale Ligachannel. L’ottavo disco, Nome e cognome (2005), esce il 16 settembre dello stesso anno e propone un Ligabue che nei testi prosegue sulla scia “intimista” (e il titolo dell’album è, da questo punto di vista, una dichiarazione di intenti), mentre musicalmente presenta delle sonorità molto vicine ad un rock anglosassone. Alcuni brani del disco vengono presentati nel concerto di Campovolo, dove la grande affluenza di pubblico anticipa quello che diventerà un altro successo discografico. In questo album sono presenti brani che sono diventati dei successi come Il giorno dei giorniL’amore contaLe donne lo sannoCosa vuoi che sia e Happy hour (con il quale Liga vincerà anche il Festivalbar, e che verrà scelto da Vodafone per gli spot pubblicitari dell’estate successiva). Il 7 febbraio 2006 inizia il suo nuovo tour articolato in quattro parti: nel mese di febbraio il cantante emiliano si esibisce nei club, e per ricreare l’atmosfera degli inizi, si fa accompagnare dai Clan Destino, nel mese di marzo affronta i palazzetti con La Banda, durante l’estate gli stadi con La Banda e i Clan Destino, per poi tornare a ottobre nei teatri con parte della Banda e Mauro Pagani, e con Giovanni Allevi come ospite in alcune date. Per raccontare quest’esperienza esce Nome e cognome tour 2006, un cofanetto di cinque DVD che racchiude la registrazione di un concerto per ogni fase del tour e ulteriori contenuti speciali. A marzo 2006 partecipa alla Cerimonia di apertura dei IX Giochi Paralimpici invernali di Torino 2006, dove si esibisce in mondovisione con Il giorno dei giorni. Il 20 ottobre 2006 esce Gli ostacoli del cuore, brano scritto da Luciano espressamente per Elisa (con la quale duetta nella parte finale) e utilizzato come primo singolo estratto dal Greatest Hits della cantante. Lo stesso Ligabue dichiarerà che questa canzone aveva pensato di farla cantare ad Elisa proprio nel momento in cui l’ha scritta, senza aver ancora contattato la cantante. Ligabue inoltre realizza il videoclip di questa canzone come regista e vi appare anche come protagonista insieme alla stessa Elisa. A novembre la SIAE e la critica gli attribuiscono, per la seconda volta, il “Premio Ciampi“. Nel settembre 2007 Ligabue annuncia il suo ritorno sul palco nei palasport, con il tour ElleSette: 7 concerti alPalaLottomatica di Roma nel mese di novembre e altri 7 al Datch Forum di Assago a Milano nel mese di dicembre. Oltre al tour, il 2007 vede la pubblicazione, il 16 novembre, della prima parte del best of Primo tempo. L’album, balzato direttamente al primo posto nelle classifichecontiene un CD con 16 successi del periodo 1990-1995 più due inediti: Niente paura (che rimane in vetta alla classifica airplay per tutto il suo periodo di programmazione) eBuonanotte all’Italia e un DVD che raccoglie tutti i videoclip del periodo. Nell’aprile del 2008 parte il suo European Tour nei club delle maggiori città del vecchio continente, che ha come tappe Amsterdam, Madrid, Barcellona, Parigi, Amburgo, Monaco, Berlino, Zurigo e Londra, quasi tutte sold-out. In occasione di questo tour e del Best of il produttore Corrado Rustici decide di rinnovare la band sostituendo Antonio Righetti e Roberto Pellati con Kaveh Rastegar e Michael Urbano, richiesta un po’ sofferta da parte di Luciano[. Nell’estate 2009 ripete l’esperienza europea, con un minor numero di date, ma in spazi più grandi, tra cui il prestigioso Olympia di Parigi. Il 30 maggio esce Secondo tempo, basato sulla produzione musicale dal 1997 al 2005. Il singolo di lancio della raccolta, Il centro del mondo, si somma ad altri due inediti: Ho ancora la forza, scritta con Francesco Guccini nel 2000, e Il mio pensiero. Anche in questo caso insieme al cd è presente un DVD con i videoclip realizzati nello stesso periodo temporale. Nell’estate 2008 Ligabue è protagonista con il suo nuovo tour Elle Elle Stadi 2008 con otto concerti in sette città diverse d’Italia, mentre nell’autunno dello stesso anno, tra settembre e ottobre, si esibisce all’Arena di Verona in sette date, insieme ai 70 elementi dell’Orchestra sinfonica dell’Arena diretta dal maestro Marco Sabiu. Dai concerti dell’Arena del 2008 è stato tratto un album live, Sette notti in Arena, pubblicato il 5 giugno 2009, contenente un DVD con le riprese video dell’intero concerto e un CD con le sole canzoni che Ligabue ha cantato accompagnato dall’orchestra. Dopo il successo dell’anno precedente Ligabue ripete l’esperienza all’Arena di Verona anche nel 2009; dopo un nuovo tour primaverile nei maggiori club europei, infatti, dal 19 settembre al 4 ottobre il cantante correggese tiene 10 date nell’anfiteatro veronese. Stavolta però i primi due concerti sono “Solo Rock’n’roll”: con Ligabue sul palco c’è solo la band per uno spettacolo prettamente rock e senza “infrastrutture multimediali” e parte dell’incasso sarà devoluto in beneficenza per il terremoto in Abruzzo; nelle successive otto date (questa parte del tour si chiamerà “Sette Notti in Arena… non bastano”, con riferimento al 2008) si esibirà accompagnato, come nel 2008, dall’Orchestra dell’Arena, diretti da Marco Sabiu. In questa occasione Ligabue diventa il primo artista ad esibirsi per dieci date consecutive all’Arena di Verona con il record di oltre 140.000 spettatori presenti. A gennaio 2010 il cantante ha rivelato ai suoi fan di essere al lavoro per pubblicare un nuovo album di inediti entro l’estate, e di progettare un nuovo tour negli stadi. Il lancio ufficiale del disco, inizialmente previsto per il 7 maggio, è stato programmato per l’11 maggio 2010, stesso giorno in cui vent’anni prima uscì il primo album, Ligabue. Il 15 aprile 2010 è il Ligabue Day, ribattezzato Liga Day. Oltre 100 sale cinematografiche in tutta Italia hanno trasmesso il concerto live di Ligabue tenuto allo Stadio Olimpico di Roma nel 2008. La visione è stata anticipata da una diretta via satellite a schermi unificati, nella quale il cantante di Correggio ha regalato ai suoi fan un’intervista e l’ascolto in anteprima del nuovo singolo, Un colpo all’anima, in rotazione radiofonica dal giorno seguente ed estratto dal nuovo album Arrivederci, mostro! Ligabue nel 2013 si esibisce dal vivo in concerto all’Arena di Verona il 16, 17, 19 e 20 settembre 2013 (vengono aggiunte in un secondo momento le date del 22 e 23 settembre visto anche il sold out fatto registrare in poche ore per le date disponibili), oltre ad annunciare per la fine dell’anno la pubblicazione di un nuovo disco d’inediti e un tour negli stadi per l’anno successivo. Dopo averne annunciato già a luglio la tracklist, il 26 novembre 2013 esce quindi il disco Mondovisione, anticipato dal singolo Il sale della Terra (pubblicato il 5 settembre 2013), a cui segue Tu sei lei, presentato 2 giorni prima del lancio dell’album durante la trasmissione televisiva Che tempo che fa. L’album esordisce alla prima posizione della classifica Fimi,dove vi rimane per 4 settimane consecutive raggiungendo 5 dischi di platino e vendendo complessivamente oltre 220.000 copie in un mese e dopo il quinto disco di platino oltre 250.000 copie. Il 5 marzo Ligabue annuncia il Mondovisione tour 2014, diviso in due fasi, il Mondovisione Tour – Piccole città 2014 e il Mondovisione tour – stadi 2014. Il 27 marzo la tourné parte da Correggio.

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Fausto Rossi

Fausto Rossi, in arte Faust’O (Sacile, 2 gennaio 1954), è un cantautore rock italiano. Fausto Rossi è nato in provincia di Pordenone, ma con la famiglia si trasferirà presto a Milano. All’età di cinque anni inizia a studiare pianoforte. Ben presto si avvicinerà alla musica inglese e poi a quella punk americana. Il suo debutto nel panorama musicale italiano è del 1978, con l’album Suicidio. Il disco, pubblicato con lo pseudonimo Faust’O, si impone per il suo stile originale e innovativo, ispirato alla new wave del periodo. I testi ripetuti in modo ossessivo, i ritmi nervosi e gli arrangiamenti musicali fuori dagli schemi di matrice glam fanno di Faust’O una sorta di David Bowie nostrano. Nel 1979 esce Poco zucchero, che contiene il suo singolo più famoso, Oh! Oh! Oh!, una sorta di scanzonata bossa nova dalle tinte wave che lo porta ad esibirsi anche su palcoscenici televisivi come quello del Festivalbar (dove Rossi si presenta scalzo e con piglio anticonformista). Di questa canzone effettuerà una cover Massimo Boldi. Gli anni ottanta vengono inaugurati con l’album J’Accuse, amore mio, seguito nel 1982 da Out now, un disco essenzialmente strumentale che affonda le sue radici nella cosiddetta musica concreta. Nella primavera del 1983 Fausto pubblica Faust’O. Quest’ultimo, che si avvale della produzione di Alberto Radius, è considerato il suo capolavoro. Nel 1985 esce Love story, album che segna un cambiamento di rotta e l’inizio di una nuova carriera. Si tratta di un album in lingua inglese. Da quel momento Fausto fa perdere le tracce di sé per alcuni anni, durante i quali si dedica alla ricerca di altre espressioni musicali, come la musica contemporaneae l’etnomusicologia. Acquisterà così maggior consapevolezza del materiale sonoro, che gli sarà utile per la successiva attività di produttore discografico. Dal disco successivo l’artista abbandonerà il suo nome d’arte, tornando a chiamarsi semplicemente Fausto Rossi. Questo cambio di nome sottolinea anche un distacco affettivo dai lavori fatti con l’etichetta CGD. Nel 1992 vede la luce l’album Cambiano le cose, a nome Fausto Rossi. In questo lavoro, i cui suoni sono creati tramite un computer, l’autore si limita a “definire i confini” delle canzoni. In un brano, ossia Morbide macchine, l’unico definibile pop, collabora come autrice Laura Valente. Nel 1994, dopo alcune vicissitudini personali, inizia a lavorare sul disco pubblicato l’anno seguente, dal titolo L’erba. L’utilizzo delle macchine è stato rimosso nuovamente; basso, batteria e chitarra ritornano a farla da padrone. Il disco può essere definito pop-rock. Nell’estate 1995, Fausto si trasferisce in collina in una casa isolata, in cerca di “silenzio”. Nella primavera dell’anno seguente comunica che comincia a lavorare sul suo nuovo progetto. L’unico strumento elettronico che utilizzerà sarà il registratore: ne esce un album di matrice blues. Il disco, intitolato Exit, vede la luce nella primavera del 1997. Inoltre, nel 1995, ha prodotto interamente l’album Lungo i bordi dei Massimo Volume (Mescal). Dopo questi lavori, Fausto Rossi si ritira nuovamente dalla scena pubblica, rendendosi praticamente invisibile. Questo evento farà svoltare l’attenzione dell’opinione pubblica dalla figura di musicista a quella di uomo. Nel dicembre 2005 è riapparso in pubblico in due concerti a Roma e Brescia, dove ha proposto nuove canzoni. Fausto aveva continuato a lavorare in silenzio, lontano da qualsiasi circuito mediatico e di establishment artistico, come era da sempre nella sua personalità. Negli anni successivi si dedica con cura al suo rientro nel mercato discografico. Nel 2008 esce “Dentro questo specchi”, album tributo a Faust’O che vede la partecipazione di tanti artisti e gruppi emergenti (Roulette Cinese, Iso) affiancati da veterani quali Maurizio Arcieri dei Krisma, Luca Cirillo (tastierista di Emma Marrone), Joyello, Fabrizio Tavernelli degli AFA e un concept scritto da Matteo B. Bianchi. Nel 2009, dopo circa 11 anni di distanza dal precedente lavoro, esce il suo disco Becoming Visible, inciso per la label indipendente Interbeat di Roma, abbastanza attiva nel circuito della scena cantautorale italiana. Questo album è un lavoro molto intenso e scarne, costituito da 8 ballate d’autore con testi in inglese. A questo album hanno collaborato i chitarristi Massimo Betti e Stefano Brandoni, il bassista Franco Cristaldi, mentre Fausto, oltre che cantare, ha suonato il pianoforte. Nel 2010 pubblica l’album Below the line e collabora con gli Egokid all’album Ecce homo (2011).

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Eugenio Finardi

Eugenio Finardi (Milano, 16 luglio 1952) è un cantautore italiano. Figlio di Eloise Degenring, una cantante ed insegnante lirica statunitense, perfezionatasi a Milano, e di Enzo Finardi, bergamasco, tecnico del suono, ha doppio passaporto italiano e statunitense. Dopo l’incisione di un disco di canzoni per bambini all’età di nove anni (“Palloncino rosso fuoco”), inizia la carriera negli anni settanta come musicista rock, in gruppi quali Tiger, Il Pacco con il giovane chitarrista italo-brasiliano Alberto Camerini. Inizia poi a scrivere canzoni con testi in inglese, e nel 1973 la Numero Uno (casa discografica di proprietà di Mogol eLucio Battisti) pubblica il suo primo 45 giri, con “Spacey stacey” e “Hard rock honey”, brani con sonorità vicine all’hard rock, cantati in inglese, di cui Finardi scrive le musiche (i testi sono della cantautrice californiana Marva Jan Marrow). Decide quindi di passare all’italiano, con testi diretti ed impegnati, e viene messo sotto contratto dalla Cramps di Gianni Sassi, Sergio Albergoni e Franco Mamone, che pubblica il suo primo album nel 1975: si intitola “Non gettate alcun oggetto dai finestrini”, e contiene anche una cover rock della canzone folk “Saluteremo il signor padrone”. Il successo arriva l’anno dopo con “Sugo” che porta in sé due delle sue canzoni più famose “La radio” e “Musica Ribelle”. Segue l’album “Diesel” 1977 considerato tra i suoi migliori, che contiene altri brani divenuti famosi come “Non è nel cuore”, “Diesel” e “Non Diventare Grande Mai” Dalla collaborazione con il gruppo “Crisalide” che vede tra i componenti Ernesto Vitolo alle tastiere e Stefano Cerri (figlio del più famoso chitarrista jazz Franco Cerri) al basso elettrico nasce l’albumBlitz del ’78, che contiene tra gli altri i brani Extraterrestre e Cuba, nei testi si nota marcatamente il disagio dovuto al riflusso culturale nell’Italia di quegli anni. Sempre con i Crisalide viene pubblicato “Roccando Rollando” del ’79, che si allontana dalle sonorità rock dei dischi precedenti, accostandosi anche al reggae in “Legalizzatela”, al calypso in “15 Bambini” (con cui partecipa al Festivalbar 1979) e alla ballad acustica in “La canzone dell’acqua”. Nel 1981 esce l’album omonimo “Finardi” dove in alcune canzoni collabora con l’autore dei testi dei Pooh Valerio Negrini. In quest’album domina la canzone “Trappole”, di cui scriverà anche la versione in inglese. Scrive “Laura degli specchi” per Alice. Dopo un disco in lingua inglese “Secret Streets”, dove rivisita anche alcuni brani del disco precedente, nel1983 è la volta di “Dal Blu” che contiene Le ragazze di Osaka e Amore diverso. L’album è dedicato alla figlia Elettra, nata con la Sindrome di Down. Seguono Vorrei svegliarti col quale debutta al Sanremo 1985, preludio dell’album Colpi di fulmine, album che si apre verso registri più sincopati e di matrice jazz.Dolce Italia è del 1987, mentre nel (1989) il cantautore pubblica Il vento di Elora con la celebre Vil Coyote dove traccia in modo originale similitudini tra la vita reale e i personaggi dei cartoni animati. Nel 1990 con La forza dell’amore rilegge in chiave moderna alcune sue canzoni, con la partecipazione di Ligabue, Ivano Fossati (in “Musica ribelle”) e Rossana Casale (ne “Le ragazze di Osaka”). Dopo Millennio del 1991 esce Acustica con il brano Katia (1993) e Le donne di Atene (traduzione firmata insieme ad Alberto Camerini della celebre canzone di Chico Buarque de Hollanda Mulheres De Atenas). Nel 1996 incide Uno di noi, versione italiana del successo di Joan Osborne One of Us; la canzone, ricalcando il testo originale affronta temi legati alla fede in Dio. Finardi comincia a dare segni di insofferenza rispetto all’industria discografica che coincide con Amami Lara (sua seconda presenza al Sanremo 1999), mentre “Accadueo” è l’album del 1998, che l’anno dopo viene ripubblicato con l’aggiunta del brano citato, ispirato al personaggio immaginario di Lara Croft, protagonista dei videogiochi della serie Tomb Raider. Dopo aver adempiuto a questi obblighi contrattuali torna a fare riferimento all’ ambiente della musica alternativa e nel nuovo millennio si è dedicato a vari progetti di nicchia. Con Francesco Di Giacomo, cantante del Banco del Mutuo Soccorso, e Marco Poeta dedica un disco al “Fado”, la musica portoghese. “Il silenzio e lo spirito” è del 2003 ed è un album d’indubbio fascino, registrato dal vivo, nel quale esplora il rapporto tra la Musica e l’Assoluto con brani come “Orleans” di David Crosby “Hallelujah” di Leonard Cohen e “Il ritorno di Giuseppe” di Fabrizio De André. Il 2005 è l’anno di “Anima blues” in cui Finardi celebra il suo amore per questo genere, un album di inediti in inglese che riceve consensi dalla critica e positive recensioni su riviste internazionali di settore. Anima Blues, coprodotto dal chitarrista Massimo Martellotta, vede Pippo Guarnera all’Hammond e Vince Vallicelli alla batteria diventa una fortunata tournée con più di cento concerti. Nel 2007 esce nei negozi la raccolta antologica Un uomo che ripercorre i diversi momenti della carriera finardiana: i primi tre cd offrono una serie di canzoni, presentate in ordine emotivo e non cronologico, scelte direttamente dall’autore, mentre il quarto è una compilation di inediti, provini e rarità. Le note di copertina sono curate da Fernanda Pivano. Il 2008 è l’anno del debutto teatrale di Finardi. Al Teatro dei Filodrammatici di Milano va in scena la prima di Suono prodotto da Francesco Venuto per l’agenzia Raiserda cui viene estratto l’omonimo DVD prodotto da Gianni Salvioni, spettacolo in cui l’artista racconta attraverso monologhi e canzoni oltre trent’anni di carriera. La band che lo accompagna in questo progetto è costituita da: Max Carletti (chitarre), Paolo Gambino (pianoforte e tastiere), Federico Ariano (batteria e percussioni) e Stefano Profeta (basso elettrico e contrabbasso). Nello stesso anno Finardi si cimenta con la Classica Contemporanea ne Il cantante al microfono, disco e concerto per voce e sestetto classico. Assieme all’ensemble Sentieri selvaggi, diretto da Carlo Boccadoro, Finardi esegue le canzoni del poeta russo Vladimir Vysotsky orchestrate dal compositore Filippo Del Corno e tradotte da Sergio Secondiano Sacchi. L’album vince la Targa Tenco, per la migliore interpretazione. Con l’ensamble Entr’Acte diretto da Carlo Boccadoro registra “La Storia Del Piccolo Sarto” del compositore ungherese Tibor Harsany, liberamente tratta dalla favola dei fratelli Grimm con la quale debutta con successo al Teatro alla Scala di Milano il 27 gennaio del 2010. Sempre con Entr’Act e Boccadoro torna nel prestigioso teatro l’anno seguente con “i Cavoli a Merenda” su musiche dello stesso Boccadoro e testi di Sergio Tofano. Nell’aprile 2009 ha partecipato all’incisione del brano Domani 21/04.2009 di Mauro Pagani, i cui proventi saranno devoluti alle popolazioni colpite dal terremoto dell’Aquila. Nel 2009 ha cantato nell’ultimo album di Claudio Baglioni “Q.P.G.A.”, nella canzone “Lungo il viaggio”, che è il titolo originale della canzone più nota con il titolo “In viaggio”. Nel marzo 2010 produce l’album “L’occhio della Luna” della giovane cantautrice Roberta Di Lorenzo da lui scoperta a un’audizione nel ottobre 2007. A inizio 2011 Il cantante al microfono, diventa un DVD distribuito da Medusa ed edito dalla casa discografica Ermitage. Il 21 gennaio esce il primo libro scritto da Eugenio Finardi a quattro mani con Antonio G. D’errico: “Spostare l’orizzonte – come sopravvivere a 40 anni di Rock” edito Rizzoli in cui Finardi espone la sua filosofia di vita. Il 28 gennaio inizia “Eugenio Finardi Electric Tour 2011″, tour che segna il suo ritorno al rock delle origini, riproponendo brani degli esordi tratti da album come “Sugo”, “Diesel”, “Finardi” e “Non gettate alcun oggetto dai finestrini”. Ad accompagnarlo una nuova band formata da: Marco Lamagna (basso), Claudio Arfinengo (batteria), Paolo Gambino (tastiere) Paolo Zanetti (chitarre) e Giovanni Maggiore (chitarre), in seguito si aggiunge Claudio Rossi (violino e plettri) Partecipa al 62ª edizione del Festival di Sanremo con il brano E tu lo chiami Dio canzone che porta la firma della cantautrice Roberta Di Lorenzo, arrivando in finale. Memorabili i duetti con Noa e i Solis e con Peppe Servillo degli Avion Travel. Nei giorni del Festival esce “sessanta” triplo album con 5 inediti, tra cui spiccano “Passerà”, con testo di Zibba e “Nuovo Umanesimo” scritta insieme a Max Casacci dei Subsonica con il quale inizia una collaborazione che proseguirà nel 2013. “Nuovo Umanesimo” vede Finardi tornare alle sonorità e alle tematiche degli esordi e dà il nome al tour che lo vede impegnato fino all’autunno. Il 1º maggio viene invitato ad aprire il concertone di Roma con l’inno di Mameli in versione taranta/rock, mentre a settembre, al Traffic Festival di Torino e al Palasharp di Milano, parteciperà a un omaggio alla Cramps records, l’etichetta per cui aveva debuttato oltre trent’anni prima. Nella stessa sera, oltre a Finardi, si esibiscono Claudio Rocchi e i riuniti Area (che avevano suonato negli album “Sugo” e “Diesel” del cantautore milanese). Oltre al suo set consueto, Finardi ripropone – dopo 30 anni – “Diesel”, eseguito dalla band di Finardi con Patrizio Fariselli alle tastiere, e sarà ospite del finale del set degli Area, con cui esegue il loro classico “Gioia e rivoluzione”. Al Concertone del 1 maggio 2012 Mauro Pagani lo invita a interpretare “Like A Rolling Stone” di Bob Dylan. Nella primavera 2013 Elio E Le Storie Tese lo chiamano a cantare “A Piazza San Giovanni” canzone, scritta da loro nel suo tipico stile, che fa da prologo al singolo “Il Complesso Del Primo Maggio” tratto dal loro CD “Album biango”. A gennaio 2014 viene pubblicato il suo nuovo album, prodotto da Max Casacci e registrato a Torino, Fibrillante.

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Cristiano De André

Cristiano De André (Genova, 29 dicembre 1962) è un cantautore e polistrumentista italiano. Figlio del celebre cantautore Fabrizio De André e di Enrica “Puny” Rignon, cresce in mezzo alla musica e ai principali nomi del cantautorato italiano degli anni sessanta e settanta. Dopo aver frequentato le elementari presso un istituto religioso privato, durante l’adolescenza, Cristiano studia chitarra e violino al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova e inizia a collaborare alla stesura delle musiche per spettacoli teatrali. Nei primi anni ottanta fonda un gruppo musicale (i Tempi Duri) con alcuni musicisti di Verona (Carlo Facchini, Carlo Pimazzoni detto Loby e Marco Bisotto). I Tempi Duri (di cui esce in quel periodo un unico album, Chiamali Tempi Duri) sono supporter di Fabrizio De André fino al loro temporaneo scioglimento nel 1985. In quello stesso anno Cristiano partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Bella più di me, il cui testo è diRoberto Ferri, arrivando quarto nella sezione Giovani e vincendo il Premio della critica. Nel 1987 esce il suo primo album da solista, Cristiano De André, alla cui realizzazione partecipa anche il cantautore Massimo Bubola. Nel 1990 esce l’album L’albero della cuccagna, a cui collaborano (fra gli altri) Mauro Pagani,Vince Tempera, Ellade Bandini, Ares Tavolazzi e Massimo Bubola. Il 25 gennaio 1990 nasce sua figlia Francesca De André, che all’età di vent’anni, nel 2011, partecipa all’ottava edizionedell’Isola dei famosi, con disappunto da parte della famiglia. Il terzo album di Cristiano esce nel 1992, Canzoni con il naso lungo, in cui spicca una collaborazione di successo con Eugenio Finardi. Nel 1993 Cristiano ritorna a Sanremo con il brano Dietro la porta: si aggiudica il secondo posto assoluto nella categoria Campioni, il Premio della Critica e il Premio Volare. L’album Canzoni con il naso lungo viene ristampato con il titolo – già usato – di Cristiano De André includendo il nuovo brano. Nel 1995 esce l’album Sul confine, in cui sono presenti collaborazioni di rilievo con musicisti con cui Cristiano aveva già collaborato e un intervento del padre per il brano Cose che dimentico. Nella seconda metà degli anni novanta Cristiano accompagna in tour il padre Fabrizio, suonando ecletticamente sul palco al fianco del genitore numerosi strumenti fra i quali la chitarra e il violino, strumento per il quale furono riscritti alcuni arrangiamenti dei principali successi di Faber. Nel 2001 esce l’album Scaramante, ben accolto da pubblico e critica, che lo valuta come il culmine della sua produzione artistica. Nel 2002 gira l’Italia con il tour omonimo. Nel 2003 è ancora al Festival di Sanremo con Un giorno nuovo, dopo la partecipazione esce l’omonimo album live, che raccoglie una selezione riarrangiata di brani dai precedenti album. Seguono alcuni anni di silenzio. L’11 gennaio 2009 – in occasione del tributo a Fabrizio De André trasmesso da Rai 3 nella puntata speciale di Che tempo che fa – ritorna sulle scene interpretando in diretta dalla sua città, Genova, Crêuza de mä conMauro Pagani. Nell’estate 2009 prende il via un tour dal titolo De André canta De André – Live 2009 in cui Cristiano interpreta dal vivo brani della discografia del padre Fabrizio. Il programma della tournée include una parte estiva (tra giugno e settembre, in arene all’aperto, documentato nel CD-DVD dal vivo De André canta De André) e una invernale (tra ottobre e dicembre, nei teatri). Visto il successo di pubblico e critica, il tour riparte nel febbraio 2010 con una sessione invernale fino ad aprile. Una seconda sessione estiva comincia nel giugno 2010 e il tour si è concluso a Genova il 22 ottobre 2010. Il 26 ottobre 2010 la casa discografica Target Music ristampa in un unico cofanetto i due album “Scaramante” (2001) e “Un giorno nuovo” (2003). Il 15 novembre è ospite della trasmissione di Roberto Saviano e Fabio Fazio Vieni via con me, in cui canta Don Raffaé. Il 30 novembre 2010 esce il secondo volume di “De Andrè canta De Andrè” con allegato un DVD del concerto “Notturno dell’Amistade”, tenutosi a Varano de’ Melegari l’8 luglio 2010. L’11 dicembre 2010 Cristiano è ospite nella trasmissione “I migliori anni” e il 12 a Niente di personale su La7. Il 23 luglio 2011 partecipa al premio Giorgio Gaber a Viareggio. Nel 2012 partecipa alla registrazione dell’album tributo a Giorgio Gaber, Per Gaber… io ci sono, reinterpretando il brano Buttare lì qualcosa. Il nono album discografico Come in cielo così in guerra è stato pubblicato il 2 aprile 2013. Contemporaneamente è iniziato il “Come in cielo così in guerra Tour” che, partendo da Rimini il 23 marzo 2013, tocca alcune delle principali città italiane. Il 18 dicembre 2013 viene annunciata la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2014 con le canzoni Invisibili ed Il cielo è vuoto. Arriva finalista, piazzandosi al settimo posto, vincendo però con il pezzo Invisibili il Premio della Critica Mia Martini Sezione Campioni e il Premio al miglior testo “Sergio Bardotti”.Come ha spiegato De Andrè, «Invisibili racconta le esperienze che ho vissuto in prima persona durante la mia giovinezza. Racconta di Genova e dell’Italia in quel periodo in cui i giovani si erano messi in moto per sovvertire la cappa clerico-fascista-democristiana che aleggiava sul paese. Poi ci ha pensato la droga, l’eroina a piegare una generazione».

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Bluvertigo

I Bluvertigo sono un gruppo musicale italiano. Monza, 1986: Marco Castoldi (Morgan) conosce Andrea Fumagalli (Andy), incontro che darà vita ad una lunga amicizia. Iniziano i primi lavori con il nome “Lizard Mixture”, nel 1988 danno vita ad una nuova formazione: gli “Smoking Cocks”, traduzione letterale del cognome di Andy che dà vita ad un ambiguo doppio senso. A completare la formazione c’è un loro amico, Fabiano Villa. Nel 1989 ottengono un contratto dalla Polygram, che impone il cambio del nome della band: diventano così i “Golden Age” (“L’Età dell’Oro” in italiano). Nel 1990 esce il primo vero lavoro: Chains, seguìto dal discreto successo del primo videocliprealizzato per il singolo Secret Love. L’anno seguente la band si scioglie, portando Morgan ed Andy verso i futuri Bluvertigo e Fabiano Villa verso quelli che saranno i meno fortunati Rapsodia. Nel 1992 Morgan, con la collaborazione del chitarrista Marco Pancaldi, comincia la produzione di nuovo materiale. Ai due si aggiungeranno Andy (tastiere, sassofono, sintetizzatore) e Stefano Panceri (alla batteria). A seguito dell’abbandono di Panceri, conoscono Sergio Carnevale a Monza durante un concorso musicale all'”Incantesimo”: sarà lui il nuovo batterista. Nel 1994, con l’uscita del primo singolo Iodio, nascono ufficialmente i Bluvertigo: Morgan (basso e voce), Andy (tastiere), Pancaldi (chitarre) e Sergio (batteria). Partecipano con il singolo a Sanremo Giovani dello stesso anno, ottenendo consensi dalla critica, ma piazzandosi al terzo posto fra i gruppi musicali della seconda serata, mancando l’ammissione alla successiva edizione del Festival di Sanremo riservata ai complessi classificatisi ai primi due posti. Nel febbraio 1995 il complesso prende parte ad una puntata del programma tv Segnali di Fumo (Videomusic) dove esegue alcuni brani dell’imminente nuovo album e concede un’intervista alla conduttrice Paola Maugeri. Nel marzo dello stesso anno il gruppo pubblica Acidi e basi, il primo album della trilogia, nel quale è presente anche una reinterpretazione dei Depeche Mode, ovveroHere is the house, riproposta come Complicità. Vengono prodotti i primi due videoclip, Iodio e L.S.D. La sua dimensione ed il gruppo parte per il primo tour italiano. Nello stesso anno aprono il concerto milanese degli Oasis, partecipano al Concerto del Primo Maggio a Roma e realizzano una reinterpretazione di Prospettiva Nevsky per un album tributo a Franco Battiato. Nel 1996 aprono il concerto dei Tears for Fears, con la collaborazione di Mauro Pagani inaugurano la mostra di Andy Warhol per la Fondazione Mazzotta al Teatro Delle Erbe di Milano. Provato dai ritmi frenetici di questi anni, Marco Pancaldi lascia la band e viene sostituito da Livio Magnini, già fonico dei Bluvertigo. Il 1997 è l’anno del secondo capitolo della trilogia, cioè Metallo non metallo, realizzato con la collaborazione di Mauro Pagani e la partecipazione di Alice in Troppe emozioni. L’album riscuote grande successo ad un anno dalla pubblicazione, trascinato da singoli come Fuori dal tempo e Il mio malditesta, tra gli air play di punta delle maggiori emittenti radiofoniche. Partecipano nuovamente al concerto del I maggio. La tournée di Metallo non Metallo si conclude riscuotendo un grande successo di pubblico. Il gruppo riceve il Disco d’oro per le 100.000 copie vendute dell’album. Nel 1998 la band si aggiudica il premio agli European Music Awards come miglior gruppo emergente del Sud Europa. Prendono parte all’Heineken Jammin’ Festival e al primo MTV Day. Contribuiscono alla nascita dal canale MTV Italia con diverse partecipazioni in programmi come TokushoKitchenSonicSelect e Hot. Collaborano con Antonella Ruggiero alla realizzazione di Registrazioni moderne nei brani Fantasia e Elettrochoc. Esce il singolo e il video di Cieli neri, a cui seguirà il quarto singolo estratto Altre forme di vita. L’album include una versione live di Decadenza estratto dall’album di esordio Acidi e basi, una reinterpretazione live di Never let me down again dei Depeche Mode e due inediti: Spazi illimiti e Are you hard with the machines which wrong?. Il 1999 è l’anno in cui il cerchio si chiude: con Zero – ovvero la famosa nevicata dell’85 la trilogia chimica è terminata. Quest’ultimo lavoro è il più complesso, il più difficile da comprendere. Il disco comprende una reinterpretazione di David Bowie, Always crashing in the same car, e la collaborazione di Franco Battiato nei braniPunto di non arrivo e Sovrappensiero. Parte il “Digital Low Tour” che verrà interrotto dopo una prima parte di breve durata. I Bluvertigo realizzano una collaborazione con Alice in Chanson egocentrique perPersonal Juke Box. Partecipano con i Subsonica al progetto “Zero Volume” girando un videoclip per non udenti del brano Discolabirinto. Il Prix Leonardo, festival internazionale sulla scienza, assegna ai Bluvertigo nel 1999 il “Premio Speciale Per La Comunicazione Ai Giovani”, come gruppo europeo artisticamente più creativo nell’interpretare i grandi interrogativi che la società e la scienza si pongono oggi. Successivamente intervistano per Sonic Mtv i Duran Duran, uno dei gruppi da cui subiscono le maggiori influenze musicali. Nel febbraio 2001 i Bluvertigo partecipano al Festival di Sanremo nella categoria Big con il brano L’assenzio (The Power of Nothing), classificandosi all’ultimo posto. Segue l’uscita della raccolta Pop Tools in cui sono raccolti i brani di maggior successo dei precedenti album, con l’aggiunta di due inediti: L’assenzio e Comequando. Il video de L’assenzio girato da Asia Argento vince il premio come miglior videoclip al “Festival delle etichette indipendenti” di Faenza. Dal 2001 inizia un periodo di “congelamento” per la band, interrotto eccezionalmente il 15 luglio 2002 per l’apertura del concerto di David Bowie al Summer Festival di Lucca. Inizia un periodo di pausa in cui i diversi componenti si dedicano a progetti solisti; la band non viene mai ufficialmente sciolta ma temporaneamente “congelata”. Il silenzio viene interrotto in occasione della notte di San Silvestro del 2004 a Roma, tuttavia questa apparizione non sembra risvegliare la voglia di reunion. Nel corso degli anni si susseguono voci sul possibile ritorno della band, voci che si concretizzano nella primavera del 2008: la partecipazione ad MTV Storytellerssancisce la riunione ufficiale del gruppo monzese e diventa un CD/DVD raccolta dei maggiori successi in chiave acustica: MTV Storytellers – Bluvertigo. Dopo sette anni parte il “ReTour” che tocca la maggiori città italiane facendo registrare un discreto successo di pubblico. Esce a fine primavera 2009 la biografia del gruppo, Il suono è mille brividi a cura di Daniele Cianfriglia. Nel 2009 partecipano al brano Domani 21/04.2009 insieme ai maggiori esponenti della musica italiana, sotto il nome di Artisti Uniti Per L’Abruzzo. I Bluvertigo hanno avuto uno stile originale e particolare che ha influenzato molte band nate in seguito, prima tra tutte i Subsonica. Nel 2003 Morgan pubblica il suo primo album da solista, Canzoni dell’appartamento, seguito nel 2004 dalla colonna sonora del film Il siero della vanità intitolata Il suono della vanità, nel 2005 dalla reinterpretazione del disco di Fabrizio De André Non al denaro, non all’amore, né al cielo e, nel 2007, dall’album intitolato Da A ad A. Nel 2008 esce È successo a Morgan, raccolta delle canzoni di maggior successo dei tre album precedenti, e contenente tre inediti, tra cui la reinterpretazione del maestro Battiato Un oceano di silenzio. Nel 2009 Morgan pubblica Italian Songbook Volume 1, album di cover in cui il cantautore raccoglie e ricanta 6 canzoni dei più rappresentativi cantautori degli anni ’50, le rispettive traduzioni in inglese e un’Invenzione per orchestra d’archi, scritta a quattro mani con Stefano Barzan. Da sottolineare anche la carriera di Livio Magnini, che suona oramai da diverso tempo, anche con i JetLag. Sergio Carnevale ha partecipato al disco dei Baustelle Amen (2008), seguendo comunque Morgan in tutti i suoi dischi solisti. Andy Fumagalli continua nella sua attività parallela di pittore, nel suo Fluon, partecipando a mostre, e programmi tv, presso l’emittente MTV. Il suo quadro Full Immersion è cover dello split The Big Eye tra Hinkel (Fools Garden) e The Mirrors pubblicato da Echophonic. Ha collaborato con Beatrice Antolini nell’album BioY(2010). Tutti e quattro i musicisti hanno preso parte al progetto Rezophonic.

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Pierangelo Bertoli

Pierangelo Bertoli (Sassuolo, 5 novembre 1942 – Modena, 7 ottobre 2002) è stato un cantautore italiano. Vero e proprio “cantastorie”, voce sincera della sua terra, autodefinitosi “artigiano della canzone”, egli fu una figura emblematica della canzone d’autore italiana dagli anni settanta ai primi anni 2000, spaziando dalla musica popolare al rock, con testi diretti e densi di riferimenti sociali e politici. Di lui è stato scritto che «l’immediatezza dei messaggi e la sincerità dell’ispirazione sono la peculiarità delle sue composizioni; la denuncia sociale, ora più meditata ora più aggressiva, connota il suo modo di raccontare l’uomo e il tempo in cui vive. Non ci sono coinvolgimenti nel consumismo del mercato, ma semmai una rabbia autentica certo non più attuale nel dilagante qualunquismo, ma frutto anche della maggiore sensibilità che egli ha come portatore di handicap» (venne colpito dalla poliomielite durante l’infanzia). Pierangelo Bertoli è stato anche paragonato ai celebri compositori di ballate politiche popolari del passato, erede di una tradizione a cui appartenne, ad esempio, l’anarchico Pietro Gori. Nato a Sassuolo, in Provincia di Modena, da una famiglia operaia, a dieci mesi fu colpito da una grave forma di poliomielite che lo privò della funzionalità degli arti inferiori e lo costrinse a vivere muovendosi su una sedia a rotelle. Malgrado l’ingombrante presenza della carrozzella visse un’infanzia regolare, ma priva di ogni genere di bene superfluo; secondo quanto raccontato dallo stesso Bertoli, in casa non c’era neppure la radio e per questo motivo la passione musicale del giovanissimo Pierangelo venne essenzialmente dall’esterno, anche se non va dimenticato il ruolo decisivo ricoperto dal fratello e dal complesso di quest’ultimo, che all’inizio degli anni sessanta si riuniva proprio nella cantina di casa Bertoli per suonare insieme. Pierangelo conosceva già la discografia di alcuni cantanti famosi, come per esempio Sinatra, ma non possedeva alcuna nozione di strumenti musicali e tecniche interpretative. Compiuti venticinque anni alcuni amici gli prestarono una vecchia chitarra in pochi mesi Bertoli imparò a suonarla, e di lì a poco diventò il suo strumento di riferimento. Dopo un anno di esercizi da autodidatta, cominciò a comporre le prime musiche per le canzoni già scritte nella parte testuale, che suonò dapprima di fronte agli amici e poi davanti a platee sempre più vaste, soprattutto in occasione di feste di paese e di partito. Il legame con la sua terra d’origine, oltre a non allontanarlo dalla sua città natale, gli fece comporre numerose canzoni in dialetto Sassolese. Nei primi anni settanta, Pierangelo Bertoli entrò nell’Unione Comunisti Italiani (marxisti-leninisti) detto P.C.L.M.I. di Aldo Brandirali e, con altri musicisti militanti del partito (Bartolo Bruno alla fisarmonica e alle tastiere, Lello Zacquini alla chitarra, Alberto Bocchino al basso e Claudia Montis alla voce), formò il Canzoniere del Vento Rosso, pubblicando con la casa editrice del partito, la Servire il popolo, i primi 45 giri tra il 1973 e l’anno successivo: Marcia d’amore/Per dirti t’amo,Scoperta/Marcia d’amore e Matrimonio/L’autobus. Sempre nel 1973 pubblicò il primo album studio, Rosso colore dell’amore (poi ristampato postumo in CD dalla American Records nel 2006), contenente in tutto dodici brani, comprese due delle canzoni uscite poco tempo prima in formato singolo, L’autobus e Per dirti t’amo; l’album viene anche stampato in Germania Ovest, a cura del Kommunistische Partei Deutschlands, e ciò comportò una tournée di Bertoli che toccò, tra le altre,Monaco di Baviera, Francoforte, Colonia, Düsseldorf e Zurigo. Il tour continuò poi in Italia, in una forma di teatro canzone che alternava i brani musicali con i monologhi di Bertoli. L’anno successivo viene pubblicato l’album Alla riscossa, a nome del Canzoniere del Vento Rosso (con una formazione cambiata, con Silvana Zigrino e Ciccio Giuffrida al posto di Bartolo Bruno), in cui Bertoli canta; inoltre è anche autore di tre canzoni, tra cui una prima versione di Eppure soffia con un testo diverso e intitolata Mario Bruno. Scioltosi il partito e, di conseguenza, anche il Canzoniere del Vento Rosso, nel 1975 Bertoli radunò alcuni amici musicisti come Marco Dieci, Francesco Coccapani eGigi Cervi e realizzò un nuovo disco, Rocablues prodotto dal presidente della squadra di calcio della Sassolese, Carlo Alberto Giovanardi. Un amico musicista di Bertoli, Alete Corbelli, chitarra solista negli anni sessanta di Caterina Caselli, fece ascoltare l’album Rocablues alla cantante, moglie di Pietro Sugar, che convinse il marito a proporre un contratto con la CGD a Bertoli: e proprio quest’etichetta pubblicò nel 1976 l’album Eppure soffia, che iniziò a far conoscere il cantautore presso un pubblico più vasto, grazie alla title track, inno all’ecologismo. Come raccontò il cantautore, le registrazioni iniziarono il 4 ottobre del 1976, e il 5 novembre, giorno del suo compleanno, Bertoli si recò a rinnovare la carta d’identità, che venne inserita sulla copertina del disco. In questo terzo album venne accreditato come P. Angelo Bertoli, nome che appare sul documento. L’anno successivo la Caselli decise di aprire una casa discografica propria, distribuita dalla CGD, per dedicarsi all’attività di talent-scout: nacque così la Ascolto, che pubblicò il nuovo album di Bertoli, Il centro del fiume, che contiene una versione ridotta di Rosso colore, già incisa nel primo disco; nella busta interna del disco venne inserita inoltre una presentazione di Bertoli scritta da Michele L. Straniero. Nel 1978 realizzò un album che racchiudeva esclusivamente canzoni in dialetto modenese: S’at ven in meint(Cosa ti viene in mente) ospita anche la voce di Caterina Caselli nel brano L’Erminia temp adree. Una versione diversa di L’Erminia temp adree.si trova nel cd di canzoni sassolesi I giaraun d’la luna, sempre con le voci di Bertoli e della Caselli. In questo cd (R&S&C 2) uscito nel 1995 solo in Emilia, Bertoli canta da solo o in duetto con Nek, Marco Dieci e altri anche in Chi ha pruvee una volta, C’sa vot ch’am inveinta, Turner indree, mentre è l’autore di altre canzoni, come Annalisa la valisa, Fa finta ed gnint, Vladimiro, Da la me fnestra, Te stà lè, Peinsa te, Al mester d’l’orchestra. Altri brani dialettali saranno inclusi nell’album Certi momenti e nell’album Sedia elettrica. Il 1979 è l’anno di A muso duro, uno dei suoi album più noti e il primo a conoscere un riscontro su vasta scala, contenente la canzone omonima, vero e proprio manifesto di uomo e artista, che esalta anche la funzione sociale e aggregativa del mestiere del cantante. In questo periodo conobbe Bruna Pattacini, che diventò sua moglie e da cui ha avuto i tre figli Emiliano a cui è dedicata la canzone Dietro me, Petra (a cui intitolò un album omonimo Petra) e Alberto Bertoli; quest’ultimo ha seguito le orme del padre, facendo il cantante di professione, oltre a prendere parte ai concerti-tributo a lui dedicati. Tale successo venne consolidato con Certi momenti del 1980, la cui title track affronta con coraggio le tematiche dell’aborto schierandosi contro la Chiesa cattolica: quest’album contiene inoltre la canzone Pescatore, cantata con una ancora semisconosciuta Fiorella Mannoia; scritta da Marco Negri, racconta di una donna che, soffrendo la lontananza del marito, lo tradisce salvo poi pentirsene, e il duetto si snoda tra il racconto del tormento interiore di lei e della fatica di lui nel combattere contro il mare sperando in una pesca fruttuosa. I tre album successivi da Album del 1981 a Dalla finestra del 1984 confermarono la popolarità di un Bertoli non più considerato come fenomeno di folklore. In questi anni si segnala anche, nel 1987, l’album Canzone d’autore dove Bertoli reinterpretò alcuni classici, alternandoli a composizioni inedite di altri autori misconosciuti: in questo album spiccano le sue versioni di Vedrai Vedrai di Luigi Tenco Un Giudice di Fabrizio De André, e Sfiorisci bel fiore di Enzo Jannacci. La sua attività discografica si susseguì anche nonostante un sensibile calo nelle vendite, ritrovando un ritorno di fiamma in occasione di Oracoli, album del 1990scritto a quattro mani con il cantautore Luca Bonaffini, che farà da apripista al suo esordio sanremese. Nel frattempo vinse un telegatto per uno spot televisivo a favore della “Lega per l’emancipazione dell’handicappato”, dove vi prese parte nel ruolo di un avventore che non poteva chiamare la Polizia per segnalare un incidente, in quanto trovava delle cabine telefoniche che non erano in grado di far passare la sua sedia a rotelle. Nel 1990 fece un cameo in una canzone di Elio e le Storie Tese Giocatore mondiale, sigla del programma Mai dire Mondiali: la canzone tratta con ironia la questione delle barriere architettoniche, e Bertoli canta i versi “La vita è bella, perché le cabine son strette ma largo è lo stadio, solo alla morte non c’è rimedio”. Le cabine (telefoniche) da lui menzionate rimandano proprio allo spot da lui interpretato. Più impegnato invece fu il suo contributo dato ai Giochi F.I.S.H.A. che in quel stesso anno videro la sua firma nell’inno ufficiale Canto di vittoria, incisa anche in inglese. Nel 1991 partecipò al Festival di Sanremo insieme ai Tazenda con Spunta la Luna dal monte, una canzone scritta in origine dal gruppo sardo intitolata Disamparados, di cui Bertoli scrisse il testo in italiano: il brano ottenne molto successo, portando a Bertoli una seconda giovinezza artistica. Nel 1992 ritornò a Sanremo con Italia d’oro, una denuncia senza mezzi termini di alcuni malcostumi, la quale anticipò lo scandalo di Tangentopoli che di lì a poco avrebbe interessato l’opinione pubblica: la sua seconda partecipazione gli valse il quarto posto. Vicino fino dalla giovinezza alla sinistra, nel 1992, dopo aver rifiutato immediatamente una candidatura offertagli da un senatore del PSI craxiano– fu candidato alle elezioni politiche per Rifondazione Comunista. Per alcuni anni Bertoli ebbe anche la tessera del Partito Radicale di Marco Pannella. Impegnato socialmente in iniziative benefiche e di solidarietà, si batté in favore dell’abbattimento delle barriere architettoniche e partecipò a incontri e raduni per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’integrazione sociale dei disabili, tra cui una proposta per una Legge Quadro in materia. Nel 1993 venne pubblicato l’album Gli anni miei e produce l’album Blez, insieme a Caterina Caselli, di Luca Bonaffini. Due anni dopo esce la prima raccolta di brani reincisi intitolata Una voce tra due fuochi. I suoi ultimi lavori ebbero non poche difficoltà a essere distribuiti né si avvalsero di un soddisfacente battage promozionale. Nel 1995, difatti, rompe il contratto con la BMG Ricordi, che dopo la pubblicazione di ultima raccolta, lo lascia senza contratto dal 1997. Sempre nel 1997, in occasione del centenario della Juventus Football Club (sua squadra del cuore) scrive una canzone intitolata Juvecentus, che fu anche l’inno ufficiale della società bianconera per alcune stagioni. Partecipa poi ad alcune incisioni indipendenti, a raccolte di beneficenza con altri artisti di Sassuolo, come la Caselli e Nek e produce l’album Blez di Luca Bonaffini ed Ermanno Zanfi. Nel 2001 si esibisce in pubblico in un concerto al carcere di Modena. Incide tre singoli con il gruppo sardo degli Istentales; presenta una nuova canzone in italiano e sardo come fece, con i Tazenda, per il Festival di Sanremo del 2002 (Viene per noi, un testo pacifista riferito alla guerra in Afghanistan), ma il direttore artistico Pippo Baudo la boccia. L’ultimo album, 301 guerre fa, composto da inediti e vecchie canzoni riarrangiate e ricantate, è uscito poco prima della sua scomparsa, mentre altre dieci canzoni (che avrebbero dovuto costituire il nuovo album del 2003), scritte con la collaborazione del figlio Alberto Bertoli (ma anche di Ligabue), non furono mai incise da Bertoli né pubblicate. In primavera appare in televisione, in diretta dalla sua casa, alla trasmissione La domenica del villaggio. Uno dei suoi ultimi concerti lo vede protagonista a Potenza, esattamente in un concerto in Piazza Prefettura il 1/5/2002. Sofferente di tumore ai polmoni, all’inizio del settembre 2002 Bertoli fu sottoposto a una serie di cure presso il policlinico di Modena, dove ritornò qualche giorno dopo, ma per spegnersi alle 4.30 del 7 ottobre, a un mese dal suo sessantesimo compleanno. La morte avvenne a causa di complicazioni cardiache (probabile conseguenza del tumore contro il quale stava combattendo dal mese di giugno). Dopo la camera ardente e le visite di numerose persone venute a rendergli omaggio, tra cui Luciano Ligabue, per volere dei familiari non ci fu nessuna cerimonia funebre. La salma venne cremata e le ceneri tumulate nella tomba di famiglia presso il cimitero nuovo di Sassuolo.

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Battiato

Franco Battiato, nato Francesco (Ionia, 23 marzo 1945), è un cantautore, compositore e regista italiano. Figura tra le più importanti, influenti e innovative di tutto il panorama cantautorale italiano, si è da sempre confrontato con molteplici stili musicali, combinandoli tra loro in un approccio spesso eclettico e originale: si va dagli inizi romantici degli anni sessanta, alla musica sperimentale dei settanta, passando per l’avanguardia colta, la musica etnica, il rock progressivo e la musica leggera, attraversando finanche la musica elettronica e l’opera lirica. Ha sempre conseguito un grande successo di pubblico e di critica, avvalendosi sovente di collaboratori d’eccezione come il violinista Giusto Pio e il filosofo Manlio Sgalambro (coautore di molti suoi brani). Non solo la musica, ma anche i testi riflettono i suoi molteplici interessi, tra i quali l’esoterismo, la teoretica filosofica, la mistica sufi e la meditazione orientale. Tra il novembre 2012 e il marzo 2013 ha portato avanti una brevissima esperienza come assessore al Turismo dellaRegione Sicilia dichiarando di non volere ricevere alcun compenso. L’artista si è anche cimentato in altri campi espressivi come la pittura, la televisione, la radio e soprattutto il cinema. Nasce a Jonia, in provincia di Catania, il 23 marzo del 1945, frazione, che sotto il fascismo, riuniva gli antichi comuni di Riposto e Giarre, tornati politicamente autonomi alla fine della seconda guerra mondiale. Dopo aver conseguito la maturità al Liceo Scientifico “Archimede” di Acireale, nel 1965 si trasferisce dapprima aRoma per poi stabilirsi successivamente a Milano. Attratto fin da adolescente dalla musica interrompe gli studi universitari e verso la metà degli anni sessanta pubblica due singoli pubblicitari per la rivista di enigmistica Nuova Enigmistica Tascabile (NET), che proponeva come allegati dischi di canzoni celebri, interpretati da cantanti poco conosciuti. In queste due occasioni l’artista appare in copertina col nome di Francesco Battiato, suo vero nome di battesimo. Il primo singolo contiene un brano presentato al Festival di Sanremo 1965 da Beppe Cardile e Anita Harris, L’amore è partito. Il secondo ripropone invece una canzone portata al successo da Alain Barrière: …e più ti amo. Tradotto in italiano da Gino Paoli, il brano verrà riproposto, molti anni dopo, in una nuova versione, nell’album di cover Fleurs 2, uscito nel 2008. Insieme al compaesano Gregorio Alicata, già pianista di Edoardo Vianello e autore di un certo successo (suo il brano Tremarella, successo degli anni sessanta), Battiato forma un duo, Gli Ambulanti. I due artisti si esibiscono con un repertorio di canzoni di protesta davanti alle scuole all’uscita degli studenti, suscitando molta curiosità. In questa fase vengono notati da Giorgio Gaber (1967), che propone i loro brani alla casa discografica Dischi Ricordi. L’album, però, è bocciato dalla stessa Ricordi dopo un provino in sala d’incisione. Il duo si scioglie e Battiato decide di continuare da solo. Proprio Gaber procura a Battiato un contratto con la casa discografica Jolly, che inserisce la figura dell’artista nel filone di “protesta” che in quel momento andava molto di moda. I primi singoli incisi ufficialmente furono La torre e Le reazioni. A questi seguono Il mondo va così e Triste come me. Il singolo La torre accompagna la prima apparizione televisiva dell’artista: poco dopo l’uscita del disco, il 1º maggio 1967, Giorgio Gaber lo invitò al programma televisivo che presentava insieme a Caterina Caselli, Diamoci del tu. Battiato si esibì proprio con il brano La torre. Ospite del programma, nella stessa puntata, un altro giovane cantautore ancora sconosciuto: Francesco Guccini. E proprio in questa occasione Gaber propone a Battiato di cambiare il nome da Francesco a Franco, proprio per non confondersi con Guccini. «Da quel giorno in poi tutti mi chiamarono Franco, persino mia madre», ricorderà in seguito il cantautore siciliano. Qualche mese dopo partecipa alla III edizione della Caravella dei successi, presentata quell’anno da Mike Bongiorno, che si svolgeva al Teatro Petruzzelli di Bari. Tra le sue prime esperienze, c’è anche quella di attore teatrale: Battiato recita, infatti, in un piccolo ruolo insieme a nomi del calibro di Tino Carraro ed Elsa Merlini, inMolto rumore per nulla di William Shakespeare. Collabora, inoltre, con lo stesso Gaber scrivendo …e allora dai!, presentata al Festival di Sanremo 1967, e Gulp Gulp, sigla della trasmissione televisiva Diamoci del tu’. Nel 1968 cambia casa discografica, passando alla Philips, così facendo, decide di abbandonare il genere di protesta per incidere dischi dal sapore romantico, allo scopo di allargare l’orizzonte del suo pubblico con dischi più immediati e di facile consumo. In questo periodo collabora con il chitarrista Giorgio Logiri (alcune canzoni scritte dai due vengono incise da altri artisti della stessa casa discografica, come ad esempio A lume di candela, cantata da Daniela Ghibli). Registra altri due brani che la casa discografica pubblica soltanto nel 1971 (Vento caldo e Marciapiede) e ottiene un discreto consenso con È l’amore, canzone che risulta essere il primo successo del cantautore vendendo oltre centomila copie. Nel 1969 il musicista partecipa a Disco per l’estate con il brano Bella ragazza che verrà, inseguito, escluso dalla competizione. Sempre nello stesso anno partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera presentando il brano Sembrava una serata come tante. Dal 1971 si dedica alla musica sperimentale con ampio uso di elettronica, pubblicando una serie di album per l’etichetta Bla Bla. Il primo di questi è Fetus – con in copertina l’immagine di un feto, all’epoca censurata – che vende circa 7000 copie; del disco viene anche registrata una versione in lingua inglese intitolata similarmenteFoetus. Disco di esplicita rottura rispetto alle mode e tendenze dell’epoca, contiene melodie dal sapore mediterraneo (“Una Cellula”, “Energia, Mutazione”), pezzi surreali ( la title-track e la spietata “Cariocinesi”) e scontri chitarra-sintetizzatore con contaminazioni campionate (“Fenomenologia”, “Anafase” e l’ottima “Meccanica”). Il disco risulta essere un viaggio psichedelico con balzi dal microscopico della cellula all’infinito dello spazio, ispirato tra l’altro da “Il Mondo Nuovo” di Aldous Huxley (a cui è dedicato). Battiato delinea così un concept album, assolutamente atipico, ibrido e decisamente spiazzante, sospeso fra canzone e acerba “kosmische musik”. Il successivo, Pollution, continua il percorso già tracciato dall’album precedente, e ottiene maggior successo entrando anche in classifica e risultando il 59º album più venduto dell’anno. Si ricordano brani come: Il silenzio del rumore31 Dicembre 1999 – ore 9 e il rock sud europeo di pezzi quali: AreknamesBeta e Plancton. Forte delle nuove esperienze internazionali che sta accumulando in questo periodo, come i concerti in supporto di Brian Eno, Magma, Tangerine Dream, Ash Ra Tempel, John Cale e Nico, e soprattutto in base alle lezioni fattegli privatamente dal maestro e amico Karlheinz Stockhausen, già dallo stesso 1973 Battiato si converte a una forma d’avanguardia persino più intellettuale e intimista. Verso il finire dell’anno pubblica uno dei suoi lavori più riusicti,Sulle corde di Aries. Convergono in questo nuovo lavoro la sperimentazione ripetitiva, un’elettronica alquanto sofisticata e soprattutto una particolare forma di musica acustica che si rifà notevolmente alla tradizione araba. Battiato, continuando il suo percorso di incessante sperimentatore, priva l’album dei classici strumenti rock quali chitarre, bassi e batteria in favore di fiati, oboe, violoncello, mandola, calimba e piano preparato. Canzoni da segnlare sono l’ipnotica Sequenze E frequenze, la strumentale Aries e il dittico Aria Di Rivoluzione e Da Oriente Ad Occidente. I disco seguente, Clic, è interamente dedicato al musicista e amico Karlheinz Stockhausen e contiene le canzoni: I Cancelli Della MemoriaIl Mercato Degli DeiNel Cantiere Di Un’InfanziaNo u turn e Propiedad prohibida, brano ancora oggi utilizzato come sigla del programma Tg2 Dossier. L’album Clic venne inoltre stampato inInghilterra nel 1974, con l’aggiunta di Aria di rivoluzione da Sulle corde di Aries (tradotta in copertina come Revolution in the air) dalla Island. il disco successivo, M.elle le “Gladiator”, prersenta circa dieci minuti di campionamenti e sovraincisioni (ma molto più duri e disarmonici di quelli di “Clic”), che fanno poi luogo a circa venti minuti di suoni d’organo, registrati nella cattedrale di Monreale. Il nome di Battiato appare in molti dei dischi pubblicati dall’etichetta Bla Bla (fondata dal produttore discografico Pino Massara) nel periodo che va dal 1971 al 1974. Nel 1971 lo troviamo infatti come coautore del singolo Tarzan dei Capsicum Red, nonché come fondatore e cantante degli Osage Tribe, il suo primo gruppo. Con questi incide, sempre nel 1971, il 45 giri Un falco nel cielo, la cui copertina, raffigurante una testa di bambola con la bocca sanguinante, divenne molto famosa. La canzone fu scelta come sigla del quiz televisivo Chissà chi lo sa? ed è entrata a far parte del canzoniere degli scout. L’anno dopo gli Osage Tribe pubblicano un LP di jazz rock progressivo, intitolato Arrow Head; Battiato non fa già più parte del gruppo, ma compare nel disco in veste di coautore del brano Hajenhanhowa. Inoltre ha collaborato al disco Area di servizio, inciso sempre nel 1972 da Riccardo Pirolli usando lo pseudonimo Genco Puro & Co.: in questo LP Battiato canta in tre canzoni: Giorno d’estateNebbia e Biscotti e the. Battiato ha inoltre realizzato altre produzioni minori dell’etichetta Bla Bla, con le denominazioni Springfield, Ixo e Colonnello Musch (in quest’ultimo caso collaborando con lo stesso Pino Massara). Nel 1973 collabora anche con i Jumbo nel loro album intitolato Vietato ai minori di 18 anni?, aggiungendo gli effetti sonori nel brano Gil tramite il suo EMS VCS3. Fondamentale la partecipazione al disco di Juri Camisasca La finestra dentro (1974), album tra i più noti della musica d’avanguardia di quegli anni. Nel 1975 partecipa al progetto progressivo/sperimentale Telaio magnetico, per la durata di un piccolo tour nel Sud Italia, insieme a Juri Camisasca, Mino Di Martino, Terra Di Benedetto, Roberto Mazza e a Lino Vaccina. Di questo tour rimane testimonianza in un rarissimo album, Live ’75, uscito in pochissime copie. Inoltre presenziò al Festival del proletariato giovanile tenutosi a parco Lambro nello stesso anno. Il nome di Battiato comparve assieme a quelli dei più grandi artisti della musica italiani quali Francesco Guccini, Lucio Dalla, Giorgio Gaber, Francesco De Gregori e Antonello Venditti. Nel 1976 con la chiusura della Bla Bla passò alla Dischi Ricordi che aveva curato la distribuzione delle ultime produzioni dell’etichetta, e si dedicò alla scoperta delle avanguardie colte con tre album dalla scarsa eco commerciale e non del tutto apprezzati dalla critica. Il primo di questi fu Battiato del 1977. In questi anni avvenne l’incontro del cantautore siciliano con Giusto Pio, concertino dell’orchestra sinfonica della Rai di Milano. Giusto Pio gli impartirà, negli anni seguenti, lezioni di violino. Con il violinista compose Juke Box, che doveva essere la colonna sonora del film tv Brunelleschi, ma che venne in seguito rifiutato dai produttori. Infine l’ultimo album pubblicato con la Dischi Ricordi fu L’Egitto prima delle sabbie (1978). Con L’Egitto prima delle Sabbie, brano di 14 minuti di pianoforte “zen”, con un solo accordo ripetuto, si aggiudicò nel 1979 il Premio Stockhausen di musica contemporanea. In questo periodo, insieme a Pio, Battiato assunse la direzione musicale dello spettacolo di Giorgio Gaber Polli d’allevamento: i due si occuparono degli arrangiamenti delle canzoni, utilizzati poi nel disco dal vivo tratto dallo spettacolo. Il ritorno alla canzone avvenne nel 1978 con un 45 giri inciso usando lo pseudonimo Astra (scaduto il contratto con la Ricordi, il disco fu pubblicato dalla Elektra): i due brani, scritti con Pio (ma Battiato utilizzò lo pseudonimo Albert Kui), si intitolavano Adieu e San Marco (entrambi con un testo in francese). L’anno dopo Battiato usò la stessa musica di Adieu per Canterai se canterò incisa da Catherine Spaak (come retro di Pasticcio), e nel 1989 per la canzone Una storia inventata (contenuta nel disco Svegliando l’amante che dorme di Milva). Il giovane seduto con in braccio una custodia di violino nella copertina del disco è Stefano, il figlio di Giusto Pio. Nel 1979, grazie agli sforzi di Angelo Carrara, che sarà il suo manager e produttore fino al 1986, passò alla EMI Italiana, imponendo definitivamente il suo ritorno alla canzone, senza dimenticare la sua fascinazione verso gli echi della musica orientale. Infatti, nell’autunno dello stesso anno, registrò, presso gli Studi Radius, L’era del cinghiale bianco, che contiene riferimenti alle idee filosofiche di René Guenon. Dell’album venne registrata una prima versione, assai diversa da quella definitiva, in cui spiccava l’assenza di strumenti quali basso e batteria, e che lasciò insoddisfatti gli autori. Vennero quindi chiamati Tullio De Piscopo e Julius Farmer. Una volta completata la registrazione, il disco venne presentato ai dirigenti della EMI, che si rivelarono parecchio reticenti alla sua pubblicazione. Bruno Tibaldi, allora presidente della casa discografica, decise però di procedere all’immissione dell’album su tutto il mercato nazionale. Nonostante il modesto riscontro di vendite e alcune critiche proveniente da alcuni ambienti della stampa, il disco venne riconosciuto da una commissione costituita da varie personalità del mondo della musica, tra cui Renzo Arbore, come il miglior album italiano dell’anno. Seguì poi un tour di quindici date, caratterizzato da una discreta presenza di pubblico, da cui iniziò la collaborazione con Filippo Destrieri, tastierista che avrebbe collaborato con Battiato fino al 1997. L’anno seguente fu pubblicato Patriots, che in origine doveva chiamarsi I telegrafi del martedì santo, ma si decise per il titolo attuale (mutuato dal brano principale Up patriots to arms) in quanto più d’impatto: l’album ottenne un buon successo, arrivando fino alla trentesima posizione in classifica. Del disco fanno parte numerosi brani divenuti nel tempo dei veri classici dell’intero repertorio del musicista catanese, come Up Patriots to ArmsProspettiva Nevski e Le Aquile. Nell’ottobre 1981 pubblicò l’album La voce del padrone, titolo ispirato dalle teorie esoteriche di Georges Ivanovič Gurdjieff, ma anche allusione ironica all’omonima casa discografica, promosso in televisione a Discoring, e prima ancora alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, attraverso il singolo Bandiera Bianca, dove Battiato cantava da un ipotetico palco elettorale, con tanto di megafono durante il ritornello (che era cantato infatti con una voce amplificata), e lo stuolo del coro dei madrigalisti (vestiti per l’occasione da gondolieri) ad arricchire la coreografia. Dopo un timido successo, a febbraio del 1982 l’album iniziò a scalare la classifica discografica, raggiungendo la prima posizione nel mese di marzo, e mantenendo il primato quasi ininterrottamente fino a inizio autunno, insidiato solamente da Bella ‘mbriana di Pino Daniele: fu il primo album a superare, tra settembre e ottobre, il milione di copie vendute, superando ogni aspettativa dell’autore e della casa discografica. A fine anno, inoltre, ricevette il premio Gondola d’oro a Venezia come miglior album dell’anno. L’intero album reca canzoni, ancora oggi, molto popolari e diventati dei veri classici della musica italiana, basti pensare alla già citata Bandiera biancaCuccurucucùCentro di gravità permanenteGli uccelli ,Summer on a solitary beach e Sentimento Nuevo. L’album è collocato al secondo posto, dalla celebre rivista Rolling Stone, nella lista dei 100 album italiani più belli di ogni tempo. Risultati simili all’album precedente vennero confermati da L’arca di Noè, che risultò ancora una volta l’album più venduto in Italia in un anno, nella fattispecie il 1983, preceduto solamente da Thriller di Michael Jackson. In poche settimane vendette circa 550.000 copie e rimase in classifica per molti mesi. La prima canzone del LP, Radio Varsavia, fece molto discutere i critici e Gianfranco Manfredi, dalle colonne del quotidiano La Stampa, accusò impropriamente Battiato di avere inserito nel disco «la cultura della nuova destra». Nonostante il buon riscontro delle vendite, il disco venne accolto in maniera fredda dai media e la stessa tournée estiva, nonostante il grande effetto scenografico che si proponeva e la partecipazione del coro dei madrigalisti e di una vasta serie di musicisti, ebbe un successo nettamente inferiore alle aspettative. Tante le canzoni da ricordare: Voglio vederti danzare, (sempre richiesta ad ogni suo concerto), Scalo a Grado, usata daNanni Moretti nella colonna sonora del film Bianca (1983), New FrontiersL’esodo e Clamori, su testi di Tommaso Tramonti. Un buon successo ottenne anche l’album successivo Orizzonti perduti, seppur nettamente inferiore ai precedenti. Nel disco sono presenti le canzoni La stagione dell’amoreUn’altra vita e Mal d’Africa. Per il 1984 il cantante siciliano decise di ridurre notevolmente l’attività concertistica, esibendosi solo raramente. All’inizio di maggio fu il rappresentante dell’Italia all’Eurovision Song Contest in coppia con Alice. I due si esibirono cantando la canzone I treni di Tozeur, che giunse quinto posto, ma ottenne un elevato successo di vendita in tutta Europa. Lo stesso anno Battiato fu impegnato in un progetto messo in atto al programma televisivoMister Fantasy, che prevedeva un concerto telematico con l’esecuzione del brano Propiedad Prohibida eseguita in contemporanea dell’artista catanese e da cinque suoi collaboratori situati in cinque luoghi diversi. Già nell’estate, però, annunciò l’uscita di tre nuovi album, rispettivamente per il mercato italiano, spagnolo e inglese. Il disco per il mercato italiano, Mondi lontanissimi, uscì nell’aprile del 1985. Come già precedentemente annunciato da Battiato stesso si caratterizzava per lo scenario fantascientifico e presentava un elevato uso di suoni computerizzati ed elettronici. Anticipato dai due singoli No Time No Space/Il re del mondo e Via Lattea/L’animale, raggiunse il terzo posto in classifica e risultò il ventitreesimo disco più venduto in Italia durante l’anno. No Time No Space è una sorta di rappresentazione dei misteri dell’Universo con vari sottofondi filosofici, allo stesso modo del brano Via latteaL’animale è una canzone d’amore. Il re del mondo è invece un nuovo rifacimento, già presente nell’album L’era del cinghiale bianco. Da menzionare infine Chan-son egocentrique, già incisa con Alice nell’album Azimut(1982). Dopo un mese dall’uscita di Mondi lontanissimi, apparvero gli album in spagnolo e in inglese. Mentre il primo ottenne un buon riscontro di vendite, il secondo non superò le diecimila copie vendute. Battiato, infatti, dopo un iniziale entusiasmo per una sua entrata nel mercato discografico statunitense, non dedicò più attenzione al progetto, a suo dire anche a causa delle condizioni impostigli dal suo produttore della EMI americana, che avrebbe preteso il suo trasferimento a Los Angeles per oltre sei mesi al fine di promuovere il disco. L’artista siciliano preferì, invece, dedicarsi al suo lavoro più ambizioso di quel periodo, Genesi, una sorta di opera teatrale quasi operistica, datata 1987, da inquadrarsi in un’ottica squisitamente colta e fuori da ogni logica commerciale. Il progetto fu curato da Battiato stesso, già dal 1983. Dopo aver eseguito saltuariamente in concerto alcuni pezzi del lavoro, la prima rappresentazione completa si tenne presso il Teatro Regiodi Parma il 26 aprile 1987. Il disco fu pubblicato da BMG Ricordi. Terminate le rappresentazioni della Genesi, Battiato, decise di tornare alla composizione di un suo secondo lavoro musicale per il teatro, sempre comunque sulla scia del precedente. Il frutto di questo nuovo lavoro fu Gilgamesh, che originariamente doveva essere presentato nel 1989, ma, inaspettatamente fu lasciato in sospeso, per tornare nuovamente alla canzone d’autore, dando alla luce un nuovo disco di canzoni del 1988 con Fisiognomica. L’ album che vendette oltre 300.000 copie, divenne uno dei maggiori successi dell’anno e fu seguito da un tour svoltosi anche al di fuori dei confini nazionali Il motivo dell’uscita del disco fu dovuto, a detta dell’autore stesso, dal fatto che più volte l’artista si ritrovò a scrivere materiale di musica leggera, il quale non poteva essere in alcun modo incluso nell’operaGilgamesh, decidendo di creare un nuovo album di inediti. Proprio grazie a questo disco, nel 1989 venne chiamato da Papa Giovanni Paolo II ad esibirsi inVaticano, divenendo il primo cantante di musica leggera a tenere un concerto nello Stato pontificio. A differenza dei precedenti album, Fisiognomica si presentò come un disco molto meno commerciale e questo fu dovuto dalle notevoli influenze arabeggianti e da quelle proprie della musica classica, con la partecipazione in alcuni brani di un soprano e la presenza in vari brani del coro. L’album è orientato verso un discorso di spiritualità che caratterizzerà anche le successive opere del musicista nella prima metà degli anni ’90, rappresentando, per l’epoca, un prodotto notevolmente originale. Tra i brani da citare la splendidaE ti vengo a cercareVeni l’autunnuL’Oceano di SilenzioSecondo imbrunire e Nomadi, quest’ultima scritta dal musicista Juri Camisasca. Il successivo Giubbe rosse (1989), fu il primo album dal vivo di Franco Battiato e raccoglie registrazioni della sezione invernale del Fisiognomica Tour nei teatri d’Italia, Francia e Spagna, e attraversa tutta la carriera del cantautore siciliano (anni ’60 esclusi), dunque dalla sperimentazione al “periodo pop”. Raggiunse il decimo posto in classifica. Il disco contiene l’inedito Giubbe RosseAlexander Platz (già cantata da Milva), Mesopotamia, versione leggermente modificata del brano Che cosa resterà di me scritta da Battiato per l’album Dalla/Morandi (1988) di Lucio Dalla e Gianni Morandi e da quest’ultimo cantata, e Lettera al governatore della Libia, anch’essa modificata e già scritta nel 1980 per Giuni Russo che la inserì nel suo primo LP Energie (1981). Nel 1991 uscì Come un cammello in una grondaia, che vendette oltre 25.000 copie. La canzone Povera Patria ricevette inoltre la Targa Tencoe l’album venne eletto miglior disco dell’anno. L’album è diviso in due parti: i primi quattro brani sono opere di Battiato mentre i restanti quattro sono lieder di autori di musica classica. In copertina vi è un particolare da un dipinto di Süphan Barzani, pseudonimo dello stesso Battiato. Il titolo del disco è una citazione di Al-Biruni, scienziato persiano vissuto nel XII secolo, che era solito pronunciare tale frase per indicare l’inadeguatezza della propria lingua nel descrivere argomenti di carattere scientifico. Schmerzen è uno dei cinque Lieder del ciclo Wesendonck-Lieder (WWV 91), composto da Richard Wagnernel 1857 su una poesia di Mathilde Wesendonck Il brano Plaisir d’amour (1785) di Johann Paul Aegidius Martin viene citato da Battiato anche nella canzone Shakleton(Gommalacca, 1998). Gestillte Sehnsucht è tratta dall’Op. 91 2 Canti per contralto, viola e pianoforte (1863-1884) di Johannes Brahms. Oh Sweet Were the Hours è tratta dall’Op. 108 Venticinque canzoni scozzesi (1818) di Ludwig Van Beethoven; il testo inglese è attribuito a William Smyth (1765-1849). Il brano fa parte del progetto di Beethoven di ri-arrangiare canzoni del patrimonio popolare britannico.  Nel 1993 è la volta di Caffè de la Paix, l’album si classificò Miglior Disco dell’Anno nel referendum di Musica e dischi e risulta il trentaseiesimo disco più venduto in Italia durante l’anno. I testi delle tracce possono essere ritenuti pura espressione del sincretismo culturale e religioso di Battiato, perché vanno dalla mitologia greca (Atlantide) alla società romana (Delenda Carthago), passando per la tradizione popolare irachena (Fogh in Nakhal) e le atmosfere orientali (Haiku), in un insieme costellato di riflessioni sullo spirito, sul trascendente e sulle esistenze ultraterrene (Sui giardini della preesistenzaLode all’Inviolato). A partire dal 1994 inizia la collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro, conosciuto per caso nel 1993 mentre presentavano insieme all’editore Scheiwiller una raccolta dell’amico comune, il poeta Angelo Scandurra; i primi frutti di questa collaborazione sono l’opera Il cavaliere dell’intelletto e l’album L’ombrello e la macchina da cucire, l’ultimo ad essere edito dalla casa discografica EMI. Di solito dimenticato e difficilmente riproposto nei vari concerti dal musicista catanese, l’album presenta molte canzoni musicalmente difficili e assai ricercate e proprio per questo il meno commerciale sfornato dalla coppia Battiato – Sgalambro. Il titolo dell’album fa riferimento a una frase contenuta nel poema epico in prosa Canti di Maldoror, del franceseLautréamont. Il primo album pubblicato per la nuova casa discografica, la Mercury, fu L’imboscata (1996), che ottenne molto successo, tanto da restituire a Battiato la popolarità che aveva negli anni ottanta. Il disco raggiunse il secondo posto nella classifica FIMI Artistie fu il nono disco più venduto in Italia durante l’anno Pubblicato anche in Spagna, l’album contiene una delle canzoni simbolo del musicista, La cura: considerata una delle canzoni italiane d’amore più belle (anche se, in realtà, probabilmente dotata di un significato mistico o esoterico), venne certificata lo stesso anno disco di platino con oltre 30.000 copie vendute. Altre canzoni di successo furono Di passaggio, presentata al Festivalbar del 1997 e Strani giorni, cantata anche in coppia con la cantautrice Carmen Consoli. Sull’onda del successo dell’album partecipa come ospite principale al Concerto del Primo Maggio a Roma, dove viene inaspettatamente fischiato da un gruppo di persone a seguito di un guasto avvenuto ai cavi degli amplificatori presenti sul palco. Il successivo Gommalacca (1998), raggiunse il primo posto in classifica e ottenne buoni riscontri di vendite. Considerato uno dei dischi più sperimentali di Battiato, l’album presenta vari tipi di sonorità mescolati tra loro, quali quelle techno e hard rock, e l’uso del loop. La caratteristica copertina rappresenta una borsa dell’acqua calda di color blu su sfondo azzurro. Anche per questo disco i testi sono curati dal filosofo Manlio Sgalambro. Nel repertorio di Franco Battiato entrarono ben presto canzoni come Shock in my townIl ballo del potereVite parallele, presentata a Sanremo come ospite d’onore l’anno seguente, Casta Diva e Il mantello e la spiga. L’album fu promosso in molte trasmissioni musicali quali Taratatà e 105 Night Express. Dello stesso anno è Emma Bovary, canzone scritta dal nuovo duo per Patty Pravo e contenuta nell’album della cantante veneziana Notti, guai e libertà. In costante equilibrio tra pop e musica sperimentale, Battiato affronta il nuovo millennio con un nuovo lavoro, dal titolo Ferro battuto, uscito per la casa discografica EMI, nella primavera del 2001. L’artista catanese si avvale ancora una volta della collaborazione ai testi del filosofo Manlio Sgalambro. Nel disco è presente un duetto con il leader e cantante Jim Kerr dei Simple Minds, presente nella canzone di lancio Running against the grain, segue Bist du bei mir, un’ accattivante melodia latineggiante dove Battiato affronta vari registri linguistici cantando sia in italiano che in tedesco, così come in Personalità empirica, dove alterna italiano e francese, con una parte recitata dal filosofo Sgalambro. Il testo di Sarcofagia è invece ispirato all’opera dello scrittore e filosofo greco Plutarco Del mangiar carne. Trova campo anche un omaggio al grande chitarrista Jimi Hendrix con un omaggio della sua Hey joe. Chiude il disco Il potere del canto dove si accentuano ancor di più i vari suoni da campionatura, proprio come era accaduto in Gommalacca, nell’ultima traccia Shakleton. A tre anni di distanza dall’ultimo album di inediti, nell’autunno del 2004 esce Dieci stratagemmi, prodotto dalla Sony Music. Il musicista catanese per la scelta del titolo ha preso spunto da I 36 stratagemmi, libro di Gianluca Magi (ispirato a sua volta da L’arte della guerra, un trattato di strategia militare attribuito al generale cinese Sun Tzu). Il sottotitolo dell’album Attraversare il Mare per ingannare il Cielo è il primo dei 36 stratagemmi che compongono il libro di Gianluca Magi. I 10 stratagemmi del titolo dell’album sono in realtà le canzoni contenute in esso. Dall’album sono stati estratti i singoli discografici Tra Sesso e CastitàLe Aquile Non Volano a Stormi,Ermeneutica e Odore di Polvere da Sparo. Tra i collaboratori dell’album (tracce 5, 8 e 9), i Krisma, amici dell’artista (di Battiato sono alcuni pezzi scritti per Maurizio Arcieri alla fine degli anni ’60). Inoltre partecipa all’album Cristina Scabbia, cantante dei Lacuna Coil intervenendo nel brano I’m That e la cantante giapponese Kumi C. Watanabe: sua la voce nei brani Le Aquile Non Volano a StormiErmeneutica e Apparenza e Realtà. Degno di nota il pezzo Fortezza Bastiani, diretta citazione del romanzo Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati. Chiude il disco La Porta dello Spavento Supremo (Il Sogno) , con parte recitativa interpretata dal filosofo Sgalambro. Nel 2005 viene, inoltre, pubblicato il live Un soffio al cuore di natura elettrica registrato al Nelson Mandela Forum di Firenze il 17 febbraio 2005. Mentre il 9 febbraio2007 viene pubblicato Il vuoto, che mostra ancora la continuità della collaborazione di Battiato con il filosofo Manlio Sgalambro. Dal disco vengo estratti i singoli radiofonici Il vuotoAspettando l’estateNiente è come sembraIl vuoto, presenta la collaborazione delle Mab, complesso tutto al femminile, tuttora residente a Londra e di origini sarde, squisitamente votato all’Hard rock. Il 13 novembre 2009 è la volta di Inneres Auge – Il tutto è più della somma delle sue parti. Nel 1999 Battiato pubblica un nuovo album, dal titolo Fleurs, disco interamente di cover, eccezion fatta per 2 inediti scritti con Manlio Sgalambro, Medioevale e Ti invito al viaggio, direttamente ispirato alla poesia di Charles Baudelaire, dall’omonimo titolo. Le varie cover riguardano 2 canzoni di Fabrizio de André (all’epoca da poco scomparso), Amore che vieni, amore che vai e La canzone dell’amore perduto, di Trenet, di Sergio Endrigo, la splendida Era de maggio di Di Giacomo e un rifacimento di Ruby Tuesday dei Rolling Stone. L’album ebbe successo, anche per il fatto che fu la prima volta che il cantautore catanese si misurava con un disco prevalentemente di cover. Il titolo è un chiaro omaggio alla dolcezza e poesia delle canzoni stesse. Il 30 agosto del 2002 esce Fleurs 3, numerato in maniera curiosa, infatti il successivo Fleurs porterà bizzarramente il numero 2. Anche in questo disco sono presenti 2 inediti: Come un sigillo, cantata con Alice e Beim Schlafengehen, dall’ l’omonima composizione di Richard Strauss con un testo di Hermann Hesse. Sigillata con un bacio è la versione italiana di un brano americano originariamente intitolato Sealed With a Kiss. Molte le canzoni da ricordare: Perduto amor, di Salvatore Adamo, Se mai, versione italiana del brano Smile di Charlie Chaplin, Insieme a te non ci sto più, di Paolo Conte e portata al successo da Caterina Caselli, Ritornerai, di Bruno Lauzi, Impressioni di settembre della PFM e Il cielo in una stanza, di Gino Paoli. Nel 2008 si ha la temporanea conclusione di quella che parrebbe essere una vera trilogia, con l’uscita di Fleurs 2, dove troviamo l’inedito Tutto l’universo obbedisce all’amore, cantato con Carmen Consoli. Tra le cover da ricordare si annoverano It’s five o’ clock, degli Aphrodite’s Child, Bridge over troubled water, di Simon & Garfunkel, Sitting on the dock of the bay, di Otis Redding e Steve Cropper, La musica muore di e con Juri Camisasca e ancora un rifacimento di un brano di Sergio Endrigo, dal titolo Era d’estate. Proseguendo con le esibizioni live, il 29 luglio 2012 Battiato termina il suo Short Summer Tour 2012 a Cagliari all’Arena Sant’Elia con 3500 spettatori. Il 23 ottobre dello stesso anno, dopo cinque anni dall’ultimo album di inediti, esce il lavoro intitolato Apriti sesamo, grazie al quale si aggiudica il disco d’oro. Il 6 agosto 2013 si esibisce in un concerto/tributo in ricordo di Lucio Dalla nell’anfiteatro di Milo, paese caro ad entrambi i cantautori. Al concerto partecipano ancheNoemi (con cui canta La cura), Enrico Ruggeri, Erica Mou, Gianluca Grignani, e Luca Carboni. Il 29 novembre 2013 è stato presentato fuori concorso, nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, il film Temporary Road. (una) Vita di Franco Battiato, diretto da Giuseppe Pollicelli e Mario Tani. Distribuito nelle sale cinematografiche italiane, in un’unica data, l’11 dicembre 2013, è il primo documentario dedicato all’artista siciliano. Una delle prime collaborazioni è quella con Donatella Moretti, per cui scrive la canzone La filovia, inclusa nel suo album Conto terzi del 1972. Determinante è il suo contributo al lancio di Alice, che vince il Festival di Sanremo 1981 con Per Elisa (scritta con la stessa e Giusto Pio) e per la quale firma numerosi altri successi, a partire da Il vento caldo dell’estate (1980), Messaggio (1982), Chan-son egocentrique (1983), I treni di Tozeur (1984), collaborando agli arrangiamenti di ben due album (Capo Nord e Alice tra il 1980 e il 1981). Nel 1985 la cantante forlivese dedica alle canzoni di Battiato un altro album di successo, dal titolo Gioielli rubati in cui è contenuta una versione di Prospettiva Nevskij. Nel 2002 torneranno a duettare insieme nel brano Come un sigillo, unico inedito dell’album di coverFleurs 3. Nel 2012 è di nuovo autore per Alice di un brano insieme a Sgalambro che farà parte dell’album Samsara. Con Giuni Russo ottiene un grande successo con Un’estate al mare (1982). Il momento più importante della collaborazione con questa artista è comunque la realizzazione dell’album Energie (1981), lampante esempio dei fermenti innovativi dei primi anni ottanta. Con Giuni collabora fino alla prematura scomparsa dell’artista, firmando l’arrangiamento del suo testamento musicale, la canzone Morirò d’amore con la quale partecipa al Festival di Sanremo 2003. Non è poi da trascurare la decisiva collaborazione agli arrangiamenti di Giusto Pio, un ex violinista nell’orchestra di musica leggera della Rai, che realizza in proprio alcuni album strumentali prodotti da Battiato, cogliendo un buon successo con Legione straniera (1982). Con la versatile Milva realizza due album di grande fascino:Milva e dintorni (1982) e Svegliando l’amante che dorme (1989), conosciuto anche con il titolo Una storia inventata. Inoltre nel 2011 è produttore, sempre per Milva, del suo ultimo disco prima del ritiro ufficiale dell’interprete dal titolo Non conosco nessun Patrizio. Altri artisti che hanno interpretato canzoni di Franco Battiato sotto la sua diretta supervisione sono stati Juri Camisasca, Sibilla (partecipazione al Festival di Sanremo 1983 con Oppio), Farida, Michele Pecora con il brano Dormirai canterai ballerò e Ombretta Colli. Come arrangiatore ha lavorato con Giorgio Gaber per Polli d’allevamento, con Francesco De Gregori per Amore nel pomeriggio e con Eugenio Finardi. Nel 1996 Franco Battiato canta insieme al gruppo CSI (ex CCCP Fedeli alla linea), nell’album Linea Gotica, un suo successo, E ti vengo a cercare, un arrangiamento cupo, ma che non perde il messaggio originale dell’autore.

Nel 1996 interpreta insieme all’amico Roberto Cacciapaglia il brano Generazioni, nell’album Tra cielo e terra del compositore milanese. Nel 1999 canta il pezzo Il vento dell’est, nell’album Tandem (Ricky Gianco & …)|Tandem, un lavoro di duetti di Ricky Gianco. Nel 1998 propone a Ginevra Di Marco (ex dei PGR nonché CSI) di collaborare ad un album storico, Gommalacca, cantando la canzone Vite parallele (che Battiato presenterà anche a Sanremo ’99). Canterà sempre con Ginevra Di Marco La stagione dell’amore incentrata sul rimpianto e sulle occasioni perdute. In quest’ultimo collaborerà anche con il cantante-bassista dei Bluvertigo, Morgan. Appare inoltre con lo stesso gruppo nel 2001, nel video L’assenzio. Poi partecipa, con gli amiciSaro Cosentino e Morgan all’album-tributo per Robert Wyatt The Different You col brano Alifib. Sempre nel 1999 interpreta il brano Finnegan’s Wake (dal titolo della celebre opera sperimentale di James Joyce) insieme aPippo Pollina, col quale appare anche nell’omonimo videoclip. Nel 2000 collabora all’album L’infinitamente piccolo di Angelo Branduardi con il brano Il sultano di Babilonia e la prostituta; inoltre duetta, dimostrando molta ironia, nel pezzo L’astronauta diFederico Stragà. Nel 2002 partecipa all’album Wish You Were India del gruppo Govinda, cantando nel brano Yasomati e interviene nel brano La consuetudine, pezzo dell’album omonimo dell’amico Luca Madonia. Del 2003 è la collaborazione conTony Esposito nell’album Viaggio tribale del percussionista napoletano, in cui canta il pezzo For me, scritto assieme allo stesso Esposito. Nel 2004 collabora nell’album benefico a favore dell’infanzia Sette veli intorno al re e interviene, assieme a Michele Fedrigotti,Ares Tavolazzi e Carlo Sinigaglia, nel brano Ninna Nanna del Violino recitando “ieraticamente” dei fonemi in sanscrito. Nel medesimo anno lavora nuovamente con un ex-membro dei CSI, Gianni Maroccolo, nel pezzo Night and storms. Un’altra collaborazione è stata quella con il gruppo pugliese Folkabbestia nell’album 25-60-38. Breve saggio sulla canzone italiana del 2006, dove reinterpretaL’avvelenata di Francesco Guccini, in un risultato a metà fra combat folk e lo stile d’avanguardia di Battiato. Poi presta la propria voce, pesantemente filtrata e resa quasi spettrale, per il brano Sento che sta per succedermi qualcosa, contenuto nell’album Toilette memoria di Moltheni. Il 22 giugno 2007 esce l’album di Ivan Segreto a cui Franco Battiato collabora duettando nel pezzo Ampia. Nel novembre 2008 collabora al brano Il tempo stesso conTiziano Ferro, canzone presente nell’album di quest’ultimo Alla mia età; scrive, assieme a Manlio Sgalambro, e canta con Fiorella Mannoia il pezzo: Il movimento del dare, dell’album omonimo della cantante romana. Sempre nel 2008 collabora con Mango nell’album Acchiappanuvole, in una cover de La stagione dell’amore. Ancora nel 2008 canta nel brano Corro con te, duetto tratto dall’album Il fiore splendente dell’artista, conterranea di Battiato, Etta Scollo. Torna a cantare con Luca Madonia nell’album Parole contro parole: il pezzo è Quello che non so di te. Ha partecipato a scopo benefico, per raccogliere fondi per l’Abruzzo colpito dal terremoto, all’incisione del brano Domani 21/04.2009, insieme ad altri cinquantasei famosi artisti italiani, riunitisi per l’occasione in un gruppo battezzato Artisti uniti per l’Abruzzo. Nel 2009 il brano Tutto l’universo obbedisce all’amore, in duetto con Carmen Consoli, è stato tra i sei candidati al Premio Mogol e ancora con la cantautrice è co-autore e co-interprete del pezzo Marie ti amiamo, inserito nell’album Elettra. Sempre nello stesso anno, è presente nel disco di Claudio Baglioni Q.P.G.A., nella canzone Sembra il primo giorno. Giunge poi la collaborazione con Mario Venuti, duettando nel pezzo Spleen #132, contenuto nell’album Recidivo. Il 2010 è un anno di grandi collaborazioni e produzioni. Interviene nel brano Qualsiasi spinta del cantautore Lorenzo Palmeri, tratto dal suo album d’esordio Preparativi per la pioggia. Realizza e produce ConFusione, album contenente 10 remix di canzoni dei PGR, da lui stesso eseguiti con il consenso della band. Reinterpreta il suo successo Shock in my town nella cover della band acustica Solis String Quartet. Il 28 settembre dello stesso anno esce Non conosco nessun Patrizio, album della cantante Milva, nel quale l’artista, che annuncia per l’occasione il suo ritiro dalle scene, interpreta dieci canzoni scritte dal cantautore siciliano, tra le quali grandi classici del suo repertorio, ed un’inedita title-track Non conosco nessun Patrizio, scritta a quattro mani da Battiato e Manlio Sgalambro. Franco Battiato collabora inoltre con Francesco Renga nel suo album Un giorno bellissimo, duettando nel brano La strada. Sempre nel 2010, collabora con il gruppo messinese Isola, prestando la sua voce ed arrangiando il brano Selinunte, che apre il loro quarto lavoro Porta d’Oriente. Sempre nello stesso anno, davvero prolifico nell’ambito delle collaborazioni, duetta con Pino Daniele nel pezzo Chi tene ‘o mare, nell’album Boogie Boogie Man del cantautore partenopeo. Partecipa al Festival di Sanremo 2011 supportando l’amico Luca Madonia, nel brano L’alieno, che raggiunge il 5º posto, nella classifica finale. Il 29 marzo 2011 viene pubblicato il progetto postumo dell’amica Giuni Russo, A casa di Ida Rubinstein 2011, un cofanetto contenente un CD e un DVD, distribuito dalla Edel Music, contenente il sample del brano Le crépuscule feat. Franco Battiato, e altri brani, sempre da A casa di Ida Rubinstein (1988), con altri artisti comeBrian Auger, Uri Caine e Paolo Fresu. Il DVD, contiene un Official Bootleg Video del concerto, tenuto da Giuni Russo, al Teatro Manzoni di Monza il 10 luglio 1991. Sempre nel 2011 Battiato collabora con Edoardo De Angelis nel brano Spasimo, contenuto nell’album del cantautore romano Sale di Sicilia, insieme ad Andrea Camilleri. Partecipa alla cover di Up patriots to arms che il gruppo dei Subsonica inserisce nella nuova edizione del loro fortunato album Eden. Giunge, poi, il cameo vocale nel brano Cosa ti aspetti da questa notte della sofisticata band padovana Versus. L’ennesime, e forse più prestigiose, collaborazioni del 2011 giungono verso la fine dell’anno: nella prima Battiato presta la sua voce, per un duetto virtuale, nel brano Anime salve dell’album, ovviamente postumo, Sogno n.1 di Fabrizio De Andrè, un progetto che vede coinvolta la London Symphony Orchestra di Geoff Westley, la quale rielabora alcuni classici del compianto cantautore genovese. Nella seconda il cantautore siciliano collabora nell’album Facciamo finta che sia vero di Adriano Celentano: interpreta con il Molleggiato (firmando anche il testo insieme a Manlio Sgalambro) il brano che dà il titolo all’album, musicato dal premio Oscar Nicola Piovani, inoltre presta la sua voce, insieme a quelle di Jovanotti e Giuliano Sangiorgi, in un altro pezzo del disco, Non so più cosa fare. Nel 2012 collabora nell’album Black tarantella di Enzo Avitabile, interpretando la canzone No è no. Nel 2013 collabora con Nathalie nell’album Anima di vento, duettando nel brano L’Essenza. A partire dal 1985, travolto dal successo arrivato improvvisamente (non solo italiano, ma anche spagnolo e in gran parte dell’Europa, mentre nei paesi anglosassoni non viene altrettanto apprezzato) si dedica all’attuazione di numerosi progetti estranei alla musica pop, accolti con interesse. Nel 1985 fonda una propria casa editrice, L’Ottava, che, in collaborazione con Longanesi, pubblica quattordici libri di autori vari, dei quali alcuni ripubblicati dalla casa editrice Neri Pozza, legati a tematiche esoteriche ed in particolare al pensiero di Georges Ivanovitch Gurdjieff, del cui insegnamento egli è stato un adepto. È il periodo in cui frequenta Henri Thomasson, di cui diverrà allievo, ma anche diversi poeti, anch’essi vicini al pensiero esoterico, alla spiritualità e alla rivisitazione delmito, come Giuseppe Conte, Gian Ruggero Manzoni, Cesare Viviani. Nel 1989 fonda anche un’etichetta discografica omonima della sua casa editrice, che pubblicherà sei titoli di musica etnica e musica colta. Inoltre, egli stesso è scrittore: scrive per Bonanno Evoluzione evoluzione evoluzione, mentre Mondadori nel 2005 pubblica il suo Ideogrammi. Inoltre è stato il primo artista occidentale a esibirsi in Iraq, nel 1992, sotto il regime di Saddam Hussein (Concerto di Baghdad, pubblicato nel 2006 su DVD), ed è l’autore del balletto Campi magnetici, presentato nel 2000 al Maggio musicale fiorentino. Attorno al 1990, Franco Battiato inizia a cimentarsi nella pittura, mediante una specie di esperimento di autoanalisi e miglioramento di sé stesso. Dipingendo, Battiato vuole verificare che l’abilità nel disegno e nella pittura non siano caratteristiche innate nella persona umana, come molti critici invece sostengono. Dopo un periodo di ricerca, adotta quindi l’ideale pratica artistica associata alla sua facoltà pittorica. Dal 1993 la sua attività nella pittura lo porta ad organizzare mostre personali in Italia e nel mondo: Roma, Catania, Comiso, Firenze, Stoccolma, Miami e Göteborg; una delle sue mostre è stata organizzata in collaborazione con Piero Guccione. Dall’inizio della sua attività ha prodotto circa ottanta opere firmandosi con lo pseudonimo di Süphan Barzani. Nei suoi lavori, eseguiti su tele o tavole dorate, predilige tecniche di pittura ad olio e utilizzi di terre e pigmenti duri. Le copertine e i libretti di FleursFerro battuto e dell’opera lirica Gilgamesh sono alcuni esempi della pittura di Battiato.

Franco Battiato sta girando Attraversando il Bardo (uscirà nel 2014) un documentario dedicato al tema della morte nelle diverse tradizioni spirituali d’Oriente e d’Occidente. Lo fa con un linguaggio che alterna gravità e leggerezza e che dalla fine prende spunto per indagare il senso più profondo della vita e della ricerca esistenziale. Il titolo rimanda al Bardo Todol, il testo più noto della letteratura tibetana che ritorna a ispirare la poetica del carismatico musicista siciliano. Il documentario prevede i contributi, tra gli altri, di Manlio Sgalambro, Stanislav Grof e Geshe Gelek, Lama Monlam a cui si aggiunge una performance di Cristina Coltelli, “donna Arlecchino” del teatro italiano, che introduce una nota di leggerezza nella struttura narrativa. Le riprese sono iniziate a giugno con esterni realizzati in una Sicilia insolita ( le Cave di Cusa e i bellissimi e inconsueti paesaggi dell’altopiano dell’Argimusco, una vasta zona sui Nebrodi segnata dalla presenza di dolmen e menhir di grande suggestione) e sono proseguite in Nepal. Attraversando il Bardo è prodotto dalla Arco Produzioni srl. con il sostegno di alcuni sponsor tecnici e la produzione esecutiva di Fabio Bagnasco e Massimiliano Pollina.

Fonte: http://it.wikipedia.org/

 

Alice

Alice, nome d’arte di Carla Bissi (Forlì, 26 settembre 1954), è una cantautrice italiana.Alice inizia la carriera giovanissima, con il suo vero nome, partecipando a vari concorsi per nuovi talenti: il primo di cui si ha notizia è il V Festival Internazionale dei Ragazzi, che si tiene a Sanremo il 17 e 18 luglio del 1965. È poi da ricordare Fuori la voce, tenutosi a Cesenatico nell’agosto 1967, in cui la non ancora tredicenne Bissi riesce a farsi notare e ad ottenere il primo trafiletto su uno dei più prestigiosi settimanali italiani, specializzato in musica beat e pop,Giovani. In questi anni è allieva di pianoforte e musica di Rosa Nisi, madre di Checco Marsella dei Giganti, nonché nota pianista e compositrice. Nel 1971 vince il Festival di Castrocaro con una personale interpretazione di Tanta voglia di lei, classico dei Pooh; la stampa le attribuisce, grazie ai suoi grandi occhi scuri, il soprannome la cerbiatta di Forlì. L’anno successivo partecipa di diritto al Festival di Sanremo con la canzone Il mio cuore se ne va, ma non arriva in finale. La cantante affermerà più volte che il pezzo non la entusiasmava. Sempre nel 1972, con il brano La festa mia (scritto da Franco Califano), viene premiata con la “Gondola d’Argento” alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia. Nel 1973 incide la canzone “Il giorno dopo”, versione italiana di “The Morning After”, che l’anno precedente aveva vinto ilpremio Oscar come colonna sonora del film “L’avventura del Poseidon”. Ritorna a cantare nel 1975 pubblicando per la CBS il suo primo album, La mia poca grande età, col nome di Alice Visconti. Seguono due singoli quali Io voglio vivere e Piccola anima, di Carla Vistarini e Luigi Lopez, che entrano in classifica. In quel periodo Alice si cimenta anche in veste di co-conduttrice radiofonica del programma L’uomo della notte, trasmesso dalle stazioni del Secondo Canale di RadioRAI. Nel 1978 viene pubblicato il secondo LP Cosa resta… un fiore, dal quale vengono estratti altri due singoli (…E respiro e Un’isola). Un’isola è scritta da Carla Vistarini e Luigi Lopez, come molti dei brani dell’album, la voce presenta un timbro particolare con i caratteristici toni bassi. Nel 1980 Alice abbandona il cognome Visconti, firma per la EMI e si affianca ad un nuovo team di lavoro, col produttore Angelo Carrara, lo stesso di Franco Battiato: dall’incontro con quest’ultimo, la giovane cantante inizia a perfezionarsi nella composizione delle sue canzoni; ed è assieme a Giusto Pio ed a Francesco Messina, che firma “Il vento caldo dell’estate”, suo primo vero successo, che la spinge nelle zone alte dell’hit-parade. Esce anche un album dal titolo Capo Nord: chiaramente riconoscibile il tocco di Battiato, presente come autore e negli arrangiamenti, particolarmente all’avanguardia. Nel 1981, Alice scrive assieme a Battiato e a Giusto Pio il pezzo “Per Elisa”. Battiato suggerisce ad Alice di presentarlo al Festival di Sanremo e, contro ogni pronostico, la canzone si classifica al primo posto, arrivando anche al vertice dell’hit-parade. Parte il suo primo tour europeo; Per Elisa e l’album Alice (uscito alcuni mesi dopo il Festival, frutto ancora una volta della collaborazione con Battiato), vengono pubblicati con successo anche in Germania, dove l’artista raggiunge subito una discreta popolarità: si può dire che Alice abbia venduto più dischi in Germania che in Italia. Nell’estate del 1981, infatti, la cantante ottiene un’altra importante affermazione con un altro brano, Una notte speciale, che rimane nelle classifiche tedesche per ben due anni. Nell’estate 1982 esce il singolo Messaggio, che raggiunge il quarto posto in hit-parade: autori, ancora una volta, Alice, Giusto Pio e Franco Battiato, che stavolta si cela sotto lo pseudonimo di Albert Kui. Nell’anno seguente, Alice e Battiato duettano nel brano Chan-son egocentrique, ennesimo singolo di successo tratto dall’album Azimut. Nel 1983 vince, in coppia con Nada, la manifestazione televisiva Azzurro. In autunno esce l’album Falsi allarmi, nel quale spicca Notte a Roma, mentre il primo singolo estratto è Il profumo del silenzio. Nel 1984 Alice vende oltre un milione di copie, duettando col cantautore tedesco Stefan Waggershausen nel brano Zu nah am Feuer, e partecipa all’Eurofestival aLussemburgo in coppia con Franco Battiato, presentando I treni di Tozeur, che si classifica al quinto posto nella rassegna. Il singolo raggiunge il terzo posto della hit-parade italiana, rimanendo ad oggi il più venduto di Alice nel suo Paese. Nel 1985 pubblica l’album Gioielli rubati, registrato tra Milano e il Power Station di New York, per l’ultima volta con la produzione di Angelo Carrara. Si tratta di un tributo a Franco Battiato, arrangiato con la collaborazione di Roberto Cacciapaglia: tra le riletture spicca la sua personale interpretazione di Prospettiva Nevski, il singolo estratto. L’album riscuote un buon successo: entra in classifica anche in Austria e Germania ed Alice ottiene il Premio Tenco quale migliore interprete dell’anno. Nel 1986 la svolta è rappresentata dall’album Park Hotel, primo frutto del sodalizio artistico e personale con Francesco Messina, che in questo periodo si occuperà della produzione di molti dei lavori di Alice, pur rimanendo viva la collaborazione con Battiato-Pio. Uno dei singoli è Nomadi, brano di Juri Camisasca originariamente scritto per Giuni Russo. Nell’album hanno suonato musicisti di fama internazionale come Jerry Marotta, Phil Manzanera, Tony Levin e Lory Pallot, ex bassista deiFenomenals. L’interesse del pubblico nei suoi confronti sembra ora essere maggiore all’estero, più che in Italia: infatti Park Hotel riesce a piazzarsi nelle top 20 degli LP più venduti in molti paesi europei, come Austria, Germania e Svezia. Nel 1987 la cantante realizza Elisir (Premio della critica, sempre in Germania): l’album raccoglie alcuni brani tratti dai precedenti lavori, rivisitati attraverso nuovi arrangiamenti, e due inediti. Vince in Germania il Goldene Europa per i successi ottenuti in terra tedesca e altri Paesi, mentre in Giappone esce un’altra raccolta,Kusamakura, che attinge proprio dagli ultimi due LP. Nello stesso anno l’artista si avvicina ad un repertorio ancora più colto attraverso alcuni concerti (come quello tenuto alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano) con l’accompagnamento al pianoforte di Michele Fedrigotti, nei quali Alice esegue composizioni di Satie, Fauré e Ravel: l’album Mélodie passagère (1988) è il risultato di quest’esperienza. Nel 1989 Alice pubblica Il sole nella pioggia, album che apre le porte ad una dimensione maggiormente spirituale con testi scritti da Juri Camisasca. Spiccano Tempo senza tempoL’era del mito e Anìn à gris, probabilmente un omaggio al Friuli, dove l’artista vive tuttora. Visioni è il primo singolo estratto: l’album rimane in classifica per diverse settimane. Partecipano, tra gli altri, anche Paolo Fresu, Steve Jansen e Richard Barbieri (ex Japan), Dave Gregory degli XTC, John Hassell, Kudsi Erguner. Inoltre Alice duetta con Peter Hammill in Now and Forever, a conclusione dell’album. Seguirà il tour europeo, nel 1990. Nel 1992 esce Mezzogiorno sulle Alpi, album più ermetico, nel quale l’artista raggiunge il punto più alto, fino a quel momento, della propria maturazione artistica, e nel quale interpreta anche La recessione, un testo di Pier Paolo Pasolini musicato da Mino Di Martino. Segue una lunga tournée europea, che accresce la schiera di collaboratori internazionali: musicisti quali Danny Thompson, Gavin Harrison, Jakko Jakszyk dei Level 42. Il singolo di lancio dell’album è In viaggio sul tuo viso col quale Alice partecipa al Festivalbar. A maggio del 1994 è protagonista di alcuni concerti con l’orchestra sinfonica di Arturo Toscanini per il progetto Art & Decoration, che comprende musiche di Fauré,Ravel, Ives, Montsalvage e altri: il progetto non è mai stato pubblicato su disco. Dopo aver lasciato la EMI (che aveva pubblicato un remix di Chan-son egocentrique senza la sua approvazione), Alice approda alla WEA con l’album Charade (1995), mantenendosi sulla scia dei lavori precedenti: testi introspettivi (i singoli Non ero mai sola e Dammi la mano amore portano la firma dell’artista), melodie essenziali, suoni curatissimi e parecchi musicisti di fama internazionale: (Trey Gunn, Steward Gordon, ancora Paolo Fresu, e il California Guitar Trio). Nel 1996 nuova tournée europea, accompagnata da Robby Aceto, Ben Coleman, Mick Karn e Steve Jansen. Nello stesso anno partecipa come interprete e co-autrice all’album di Trey Gunn The third star, per quanto concerne il brano omonimo. Il 1997 è un altro anno di collaborazioni, con Francesco Messina e altri, nel progetto Devogue e nell’album Metallo non metallo dei Bluvertigo (Troppe emozioni). Nel 1998 esce Exit, album nel quale viene dato ampio spazio all’elettronica. Open Your Eyes, cantata in duetto con Skye dei Morcheeba, è il singolo di lancio. Il videoclip del brano viene registrato a Londra con la regia di Nick Small. Subito dopo nasce il progetto God Is My DJ, un percorso attraverso il quale l’artista intende ricondursi al sacro tramite la musica; all’album appartengono anche canzoni scritte da Battiato; molti concerti in questo periodo sono stati tenuti direttamente nelle chiese. Nel 1999 God Is My DJ diventa un album. Nel 2000 Alice partecipa al Festival di Sanremo con un altro brano di Juri Camisasca, dal titolo Il giorno dell’indipendenza. Nei giorni del festival, esce l’album Personal Juke Box che, oltre a tre inediti, comprende i successi di Alice, alcuni dei quali riarrangiati (spicca la nuova versione di Chanson Egocentrique in duetto coi Bluvertigo). Nel 2002 nasce il progetto live Le parole del giorno prima: il programma, che spazia da Shakespeare a Pasolini (passando perLéo Ferré e molti cantautori italiani), è incentrato sull’importanza della parola e della poesia nell’attività musicale, e getta le basi per la realizzazione del successivo album. Dopo una lunga gestazione, nell’autunno del 2003 viene pubblicato per l’etichetta indipendente Nun Entertainment, Viaggio in Italia: un omaggio a cantautori quali Franco Battiato, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Giorgio Gaber, considerando anche la produzione battistiana, legata ai testi di Pasquale Panella: Alice interpreta, infatti, una bizzarraCosa succederà alla ragazza ed Ecco i negozi, quest’ultima in duetto con Morgan. Il brano La bellezza stravagante era stato scritto da Ivano Fossati appositamente per l’album, salvo poi essere pubblicato qualche mese prima dall’autore stesso nel suoLampo viaggiatore. Al disco collaborano anche Paolo Fresu, Jakko Jakszyk e Tim Bowness dei No-Man. Nel 2004 canta il brano Sospesa, partecipando al progetto degli Zerouno, con la produzione artistica di Luca Urbani. Tra il2006 e il 2008 tiene alcuni concerti con il nuovo progetto Lungo la strada, nel quale, attraverso il proprio percorso musicale, Alice pone l’attenzione su alcuni temi quali l’amore, la guerra, la poesia, la ricerca di sé stessi, la fede, costantemente al centro dell’esistenza. Si esibisce con Steve Jansen, Marco Pancaldi e Alberto Tafuri. A fine marzo 2009, Alice pubblica il suo primo disco dal vivo, intitolato Lungo la strada live, con la sua Arecibo Edizioni Musicali. L’album è distribuito dalla EMI, storica etichetta dell’artista. Il 21 giugno 2009 partecipa ad Amiche per l’Abruzzo, concerto benefico svoltosi allo Stadio San Siro di Milano e finalizzato alla raccolta di fondi per la popolazione dell’Abruzzo, a seguito del terremoto del 6 aprile 2009; all’evento hanno partecipato sul palco 43 artiste italiane; Alice si è esibita con Il contatto ePer Elisa. Partecipa, inoltre, al disco di Claudio Baglioni Q.P.G.A., nella canzone Una storia finita. Nel 2010, Alice torna a collaborare con Stefan Waggershausen nel brano Was soll ich dir sagen, contenuta nell’ultimo disco del cantautore tedesco, come autrice e interprete della parte italiana del testo. Il 18 settembre 2012 esce, dopo 14 anni dall’ultimo disco di inediti, l’album Samsara anticipato il 25 agosto da un primo singolo, scritto da Tiziano Ferro e dal titolo Nata ieri. Il cd, pubblicato anche in Germania, contiene dodici canzoni (delle quali nove inedite) e debutta alla decima posizione nella classifica FIMI dei dischi più venduti. Per l’occasione, Tiziano Ferro dichiara: “Alice è un emblema di stile e di integrità. È un esempio di come ci si dovrebbe comportare quando si fa musica: seguendo l’istinto e la passione, assecondando i propri tempi e le proprie sensibilità. Scrivere per lei è stata una delle sfide più stimolanti dei miei ultimi dieci anni da autore.” Nell’estate 2013, Alice partecipa in veste di special guest ai concerti di Franco Battiato e Antony con la Filarmonica Arturo Toscanini: duetta con Battiato nella cover di Claudio Rocchi La realtà non esiste e in I treni di Tozeur, per poi eseguire da sola Il vento caldo dell’estate. La registrazione del concerto all’Arena di Verona si è concretizzata nell’album Antony / Battiato – Del suo veloce volo – featuring Alice, pubblicato a novembre 2013. Sempre nell’autunno del 2013, Luca Carboni celebra i 30 anni di carriera con l’album Fisico & politico; il disco racchiude le hit del cantautore, riproposte in duetto con diversi artisti: Alice partecipa nella canzone Farfallina. Il 19 e il 20 gennaio 2014, al Teatro Comunale di Bologna va in scena lo spettacolo di Marco Goldin su musiche di Franco Battiato La ragazza con l’orecchino di perla. La protagonista, rappresentata in due età differenti, è interpretata da Alice e Francesca Michielin, le quali duettano nel brano che dà titolo alla rappresentazione. Alice duetta con Battiato in I tuoi occhi e Insieme nel mondo. Lo spettacolo si colloca nel contesto della mostra La ragazza con l’orecchino di perla. Il Mito della Golden Age. Da Rembrandt a Vermeer capolavori dal Mauritshuis, che si svolgerà a Bologna, in Palazzo Fava, dall’8 febbraio al 25 maggio 2014. Come annunciato sul sito ufficiale a fine 2013, Alice sta attualmente lavorando a un nuovo album.

Fonte: http://it.wikipedia.org/

 

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