- Casa discografica: TARGET - Distribuzione: CGD SPA - N. Catalogo: 131921243-2/4 - Supporto/i: 2
BRANI: 01) Reverie 02) The little shepherd 03) Golliwogg’s cake walk 04) Ballet 05) The little negro 06) Danse de la poupée 07) La plus que lente 08) La fille aux cheveaux de lin 09) En bateau 10) Clair de lune 11) Syrinx 12) Arabesque n. 1
Produzione esecutiva: Angelo Carrara Revisione e trascrizione: Cesare Bindi e Carlo Serafini - Cesare Bindi: flauto - Carlo Serafini: sintetizzatori e computer - Produzione Midi: Cesare Bindi e Carlo Serafini da Maggio a Settembre 1991
Registrato e mixato nei mesi di Novembre 1991 e Gennaio 1992 allo Studio SOUND EXPORT - Firenze - Recording Engineer: Carlo Chimenti - Foto: Piero Gori, Firenze - Edizioni: Getar sas
Un grazie a Sergio Salaomi Se dovessi sintetizzare quello che penso su Debussy vorrei poterlo fare cogliendo ciò che Breton dice nel suo Manifesto a proposito del "meraviglioso": che è sempre bello, anzi, solo il meraviglioso è bello. Ecco, questo è quello che sento a proposito della musica di Debussy. Amatissimo da quasi tutti i musicisti, ha fatto eccezione con i flautisti fin dal 23 Dicembre 1894 con la prima esecuzione del "Prélude à l'après midi d'un faune" alla Socièté Nationale de Paris, ispirato ad un'egloga di S. Mallarmè, restituendo forza e stupore a questo strumento, ormai segregato con tutti gli onori a ruoli importanti ma in orchestra. Rinasce in quel momento l'attenzione per il flauto e da allora non si è più fermata. Con Debussy si apre la musica del Novecento con quel movimento straordinario chiamato Impressionismo. Tra le sue prime norme si trova scritto: "La musica è disciplina e questa va ricercata nella libertà". - sul suo comandamento che mi è nata l'idea di trascrivere per flauto undici brani celeberrimi per pianoforte (fatta eccezione per Syrinx notissimo pezzo per flauto solo), orchestrandoli, se così si può dire, per sintetizzatori. - un modestissimo omaggio ad un grandissimo autore che ho amato sin da giovane. Quando ne parlai a Carlo Serafini (appena tornato dagli Stati Uniti, dove si era diplomato in musica elettronica al Berklee College of Music di Boston) notai nel suo sguardo dubbio e curiosità ma anche tanta voglia di fare musica insieme cercando di cogliere la giusta dinamica e colore, qualità nelle quali Debussy era stato maestro e profeta. Altra anima preziosa è stata senza dubbio quella di Carlo Chimenti, fonico sensibile e pronto a capire le sfumature necessarie in questo lavoro e non ultimo Angelo Carrara, produttore capacissimo anche se fa di tutto per nascondere quello che secondo me è il suo carattere "Nobile e sentimentale". Io ancora non so se sia giusto sperimentare cose del genere, non so come la prenderanno i filologi, meritevoli certo di conservare valori altissimi, ma di una cosa sono sicuro: di amare la musica di Debussy tutta, lo giuro, e per un momento mi sono sentito un musicista "indisciplinato" ma non per questo libero di trasgredire. CESARE BINDI