Parisi Giancarlo
Canta, suona il flauto, l'ottavino, il sax soprano, il sax tenore, la zampogna a paro, il friscalettu e la ciaramella. No, Giancarlo Parisi non è né un "one-man-band" né un esaltato. Più semplicemente un musicista in costante ricerca. Uno curioso, che ama gli strumenti veri: quelli ancora fatti a mano da sconosciuti quanto incredibili artigiani; quelli che richiamano alla mente, con il loro suono e la loro forma antiche culture e tradizioni che non esistono quasi più.
Nato a Messina il 2 maggio 1958, Giancarlo Parisi ha studiato flauto al Conservatorio "A. Corelli" della sua città natale. Nel frattempo ha incominciato a comporre ed eseguire musiche per teatro. Diplomatosi in flauto nel 1980 ha esteso la sua ricerca sonora dapprima sul Sax Alto e successivamente sul Sax Tenore e Soprano. "Ricerche" che l'hanno portato a militare per tre anni in varie formazioni di jazz-rock. Nel 1983 ha fondato il gruppo "Carabo" che, grazie ad un repertorio originale e di gran livello, ha vinto la Prima Rassegna di Musicisti jazz Siciliani (Messina, 1983) e partecipato al Festival Jazz di Pori (Finlandia, 1984) e al Leverkusen Jazz Festival (Germania, 1984).
Il suo bisogno di cercare l'ha portato nel 1986 a Milano. I primi a chiamarlo a lavorare con loro sono quelli della PFM, che intuiscono immediatamente le sue potenzialità. Parallelamente Giancarlo continua a studiare: dapprima il mondo della elettronica applicata agli strumenti a fiato e successivamente quello della cultura e delle tradizioni musicale siciliana. A contatto con quest'ultimo ritrova le sue radici e i modelli sonori originari.
Eccolo cos“ ricercare sulle montagne dei Peloritani i pastori depositari dei segreti di antichi strumenti come la zampogna e "u friscalettu" e instaurare con loro rapporti di stima e affetto. Primo frutto di questi nuovi incontri è la vittoria alla rassegna indipendenti "'90" con il progetto "Giapo World Dance".
Il suo talento è ormai - almeno fra i musicisti più attenti - cosa nota. E Giancarlo viene chiamato a lavorare come turnista da Eugenio Finardi, Pierangelo Bertoli e a suonare dal vivo nel tour "Le nuvole" (1991) di Fabrizio De Andrè. Nonostante le continue richieste di lavoro Giancarlo non smette mai di frequentare i suoi amici pastori. Anzi, appena può approfondisce - con loro e da solo - sia la tecnica di costruzione e di accordatura della zampogna, sia la cultura ancora incontaminata del messinese.
L'incontro con Eugenio Finardi ed Angelo Carrara (produttore di Eugenio, di Ligabue e di Pierangelo Bertoli) dà vita al primo progetto discografico solo di Parisi: l'album "L'otre di Eolo". Un disco bello e importante che, attraverso i dieci brani contenuti, rappresenta una sorta di viaggio a ritroso nel tempo, nelle pieghe più affascinanti della cultura mediterranea. Un lavoro che farebbe impazzire artisti come Peter Gabriel, da sempre alla ricerca di musica capace di esprimere i valori più alti della vita. Non solo. "L'otre di Eolo" è un progetto - non ci vergogniamo a dirlo - d'alto spessore culturale; un lavoro che meritava di essere supportato in maniera adeguata dall'amministrazione regionale siciliana.